Predator

Aspettando Predador: Badlands

Il nuovo e atteso capitolo del franchise di Predator, diretto da Dan Trachtenberg (Prey) asbarcherà nelle sale italiane il 6 novembre 2025. Nell’attesa, è disponibile il nuovo trailer
https://www.youtube.com/watch?v=rvxFbloOqhU

Predator: Badlands, la storia

Interpretato da Elle Fanning e Dimitrius Schuster-Koloamatangi, è ambientato nel futuro su un pianeta remoto dove un giovane Predator (Schuster-Koloamatangi), emarginato dal suo clan, trova un improbabile alleato in Thia (Fanning) e intraprende un viaggio insidioso alla ricerca del suo ultimo avversario.

Il film è diretto da Dan Trachtenberg e prodotto da John Davis, Dan Trachtenberg, Marc Toberoff, Ben Rosenblatt e Brent O’Connor.

Immagini da Predator: Badlands

Emma Stone

Venezia 2025: da Julia Roberts a Emma Stone e Cate Blanchett

Julia Roberts
Julia Roberts

Una pioggia di star sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia 2025 che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre.

Tra le attrici spiccano Julia Roberts, protagonista del film “After the Hunt” di Luca Guadagnino, fuori concorso. La collega Emma Stone, star del film “Bugonia” di Yorgos Lanthimos. L’affascinante e carismatica Amanda Seyfried che vedremo nel film “The Testament of Ann Lee”.

E, poi, Emanuela Fanelli: madrina del Festival del Cinema di Venezia 2025.

Non mancherà la grande attrice Cate Blanchett, protagonista dell’atteso “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch

Tra George Clooney, Dwayne Johnson, Jude Law & Co.

Tra gli attori più attesi sulla laguna veneta: George Clooney, protagonista del film “Jay Kelly” di Noah Baumbach. Dwayne Johnson nel film “The Smashing Machine” di Benny Safdie.

Oscar Isaac: protagonista del film “Frankenstein” di Guillermo Del Toro e nel film “In the Hand of Dante” di Julian Schnabel. Jude Law: nel film “Il Mago del Cremlino” di Olivier Assayas. Adam Driver tra i protagonisti di “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch. Il “nostro” Toni Servillo star del film “La Grazia” di Paolo Sorrentino

Registi a Venezia

Tra i registi presenti ci saranno: Luca Guadagnino per “After the Hunt”, Paolo Sorrentino, regista del film “La Grazia”, Yorgos Lanthimos per “Bugonia”, Guillermo Del Toro, regista del film “Frankenstein”.

E, ancora, Jim Jarmusch: regista di “Father Mother Sister Brother”, la figlia d’arte Sofia Coppola, regista del documentario “Marc by Sofia”, fuori concorso.

Roger Waters

Il ritorno di Roger Waters al cinema con il maestoso This is not a Drill

Un grido potente contro l’indifferenza, un viaggio visivo e sonoro tra musica, presa di coscienza e forti emozioni. Roger Waters torna con un’opera che scuote, incanta e invita a riflettere e a resistere.

Questa non è un’esercitazione”, è il maestoso show della più grande leggenda del rock!

THIS IS NOT A DRILL – LIVE FROM PRAGUE THE MOVIE

Da mercoledì 23 luglio, al 30 luglio è al cinema THIS IS NOT A DRILL – LIVE FROM PRAGUE THE MOVIE, il film concerto del membro fondatore e mente creativa dei leggendari Pink Floyd.

Biglietti in prevendita ed elenco sale disponibili su www.rogerwaters.film.

L’1 agosto esce l’album live THIS IS NOT A DRILL – LIVE FROM PRAGUE THE MOVIE (Legacy Recordings / Sony Music) in versione box 4 LP, in DVD, in doppio CD, in Blu-Ray e in digitale.

Preorder: www.rogerwaters.lnk.to/TINAD_LiveFromPrague.

Roger Waters, i Pink Floyd e Sean Evans

Originariamente registrato e filmato durante lo show dal vivo alla O2 Arena in Repubblica Ceca il 25 maggio 2023, questo nuovo montaggio mozzafiato è diretto da Sean Evans, collaboratore di lunga data di Roger Waters.

Annunciato come il suo “primo vero tour d’addio”, lo spettacolo è un atto di denuncia contro la distopia capitalistica in cui tutti noi lottiamo per sopravvivere ed è dedicato “ai nostri fratelli e sorelle di tutto il mondo che sono impegnati nella battaglia esistenziale per l’anima dell’umanità”.

Si potrà così vedere e ascoltare Roger Waters con il suo show dal vivo acclamato dalla critica. Include 20 classici dei Pink Floyd e di Roger Waters, tra cui “Us & Them”, “Comfortably Numb”, “Wish You Were Here”, “Is This The Life We Really Want?” e il suo inedito “The Bar”.

Una band doc

“This Is Not A Drill – Live from Prague The Movie” è filmato in 8K e offre un dettaglio e una nitidezza eccezionali con un nuovo audio rimasterizzato. Per la produzione, Roger Waters è stato affiancato sul palco dalla sua eccezionale band di musicisti: Jonathan Wilson, Dave Kilminster, Jon Carin, Gus Seyffert, Joey Waronker, Robert Walter, Shanay Johnson, Amanda Belair e Seamus Blake. Insieme sul palco offrono una performance indimenticabile, potente ma misurata, con un invito all’azione per amare, proteggere e condividere il nostro prezioso pianeta.

Venezia 2025

Venezia 2025 i film in concorso

L’82esima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia 2025 si preannuncia scoppiettante, già dai titoli presenti nel programma dei film in Concorso e non solo. Film che saranno accompagnati da star internazionali del calibro di Julia Roberts e George Clooney.

Tutti i film in concorso a Venezia 82

Azione, politica e amore gli ingredienti che si mescolano nel grande calderone della kermesse lagunare. I titoli: *The Wizard of the Kremlin*: un giovane regista russo diventa consigliere di Vladimir Putin mentre sale al potere nella Russia post-sovietica, con Jude Law e Alicia Vikander.

*Jay Kelly*: storia di formazione sugli adulti con George Clooney e Adam Sandler.

*The Voice of Hind Rajab*: esplora l’uccisione di Hind Rajab.

*A House of Dynamite*: un gruppo di funzionari della Casa Bianca affronta un imminente attacco missilistico contro gli Stati Uniti, con Idris Elba e Rebecca Ferguson.

*Ri gua zhong tian*: storia di ex amanti che si incontrano dopo molti anni.

Il ritorno del vero Frankenstein e altre storie

*Frankenstein*: fedele all’essenza del romanzo di Mary Shelley, con Oscar Isaac e Jacob Elordi, racconta la storia di Victor Frankenstein che sfida la morte.

*Elisa*: storia di una ragazza di buona famiglia che è in carcere da 10 anni per aver ucciso la sorella, con Barbara Ronchi.

*À pied d’œuvre*: film di Valérie Donzelli. E, ancora, *Silent Friend*: storie raccontate dal punto di vista di un vecchio albero solitario in un giardino botanico, diretto da Ildikó Enyedi.

*The Testament of Ann Lee*: sulla leader religiosa Ann Lee che fonda lo Shaker Movement, con Amanda Seyfried e Thomasin McKenzie.

Padri e figli con Adam Driver

*Father Mother Sister Brother*: tre storie separate ambientate in paesi diversi, con Tom Waits e Adam Driver, che ruotano attorno alle relazioni tra figli adulti e genitori distanti. *Bugonia*: due giovani ossessionati dalle cospirazioni rapiscono la CEO di una grande azienda, convinti che sia un’aliena, con Emma Stone e Jesse Plemons.

Dalla Duse a Carmelo Bene

*Duse*: film sulla vita della diva italiana del palcoscenico, con Valeria Bruni Tedeschi. *Un film fatto per Bene*: sulla carriera di Carmelo Bene.

*Orphan*: rivolta ungherese del 1956. L’étranger: adattamento del romanzo di Albert Camus, diretto da François Ozon.

*Eojjeol suga eopda*: storia di un uomo disoccupato che escogita un piano per assicurarsi un nuovo lavoro ed eliminare la concorrenza, diretto da Park Chan-wook.

Tra Gianfranco Rosi e Sorrentino (che apre il Festival)

*Sotto le nuvole*: ambientato tra il Vesuvio e il paesaggio intorno, diretto da Gianfranco Rosi. –

The Smashing Machine: sulla vita del wrestler Mark Kerr, con Dwayne Johnson e Emily Blunt.

Nühai: diretto da Shu Qi. – *La grazia, una storia d’amore*: di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo.

Fuori concorso a Venezia con Julia Roberts e Andrew Garfield

Inoltre, ci sono film fuori concorso come: – *Il Maestro* con Pierfrancesco Favino

*After the Hunt* di Luca Guadagnino con Julia Roberts e Andrew Garfield.

*Chien 51* di Cédric Jimenez con Gilles Lellouche e Adèle Exarchopoulos

*In the Hand of Dante* di Julian Schnabel con Oscar Isaac e Gal Gadot

*Dead Man’s Wire* di Gus Van Sant con Bill Skarsgård e Colman Domingo –

*L’isola di Andrea*, anch’esso fuori concorso, distribuito da Europictures .

Alvaro Vitali

Giffoni Film Festival

Al Giffoni Film Festival sarà presentato Dodo e la principessa, diretto da Andrea D’Emilio (Il dolore nascosto), ultima commedia con Alvaro Vitali. Appuntamento il 25 Luglio 2025 alle 19.30, Sala Verde. Il film, di cui si annuncia un sequel per il 2026, uscirà nelle sale in ottobre.

Il film vede protagonista l’esordiente Alessandro Lazzerini affiancato da Martina TelloneGiuseppe CattaniIlde Mauri, con l’amichevole partecipazione di Enzo SalviFrancesca RettondiniMassimiliano Buzzanca e Alvaro Vitali nella sua ultima performance cinematografica, all’interno di un cast comprendente Lorenzo MaggiGiovanni GalatiEdoardo PugliaValentina PaolettiVincenzo Della CorteWalter RexhepiFederico MottolaEdoardo PrennaLucrezia Rosaria Della Campa e, per la prima volta sullo schermo, gli influencer CaraRegina, Aurora CelliSasy CacciatorePatriziangiolie.

Dodo e la principessa con Alvaro Vitali

Dodo è un cameriere spiantato di un hotel di lusso. Ma un giorno forse si può realizzare il suo sogno: conoscere la principessa di Valanga, che verrà a stare proprio nell’hotel per una vacanza. Insieme a Lello, suo più fedele amico, cercheranno di fare da Ciceroni alla principessa e alla sua amica la Marchesa du Sciaz. Ma tutto andrà a rotoli come sempre per Dodo, che ne combinerà di tutti i colori. Forse proprio con questa ingenuità, però, conquisterà il cuore della principessa.

Il regista Andrea D’Emilio

Un film dove si ride di cose ‘alte’ e di cose ‘basse’, una favola sognante e scombussolata al tempo stesso, un racconto disincantato e con la testa tra le nuvole in cui ci lasciamo trasportare in un viaggio fuori dalla realtà con il protagonista e i suoi fedeli amici”, spiega il regista D’Emilio a proposito di Dodo e la principessa, commedia slapstick romantica in cui, attraverso le esilaranti situazioni vissute da Dodo e Lello, si cerca di far ridere e di raccontare, al contempo, una storia di emozioni concretizzando un mix di sogni, sentimenti e varie tipologie di comicità: da quella maggiormente “british” dei protagonisti, a quella più verace e popolare di Spinoza e dell’Agente Segreto, rispettivamente interpretati da Enzo Salvi e Alvaro Vitali.

Un simbolo della commedia all’italiana

E, proprio a proposito di quest’ultimo, Alessandro Lazzerini rivela: “È stato un grande onore lavorare con Alvaro Vitali, un simbolo della commedia italiana che mi ha ispirato nell’interpretazione di Dodo data la conoscenza del suo più iconico personaggio: Pierino, che a tratti ricorda il mio, sempre in grado di strappare una risata sia in scena che durante una pausa pranzo. Alvaro sarò sempre grato a te per i tuoi preziosi consigli”.

Prodotto da Alberto De Venezia e Sandro Lazzerini per Ipnotica Film (https://www.ipnoticafilm.it/) e Lazzerini ProductionDodo e la principessa si appresta a divertire e far sognare il pubblico del Giffoni Film Festival… nell’attesa dell’uscita in sala in autunno e del successivo approdo sulle piattaforme.

Link trailer: https://youtu.be/WdCiHlpJxj0?si=rpHGwqIIt9fwC6PR

I protagonisti del film Dodo e la principessa, con Alvaro Vitali
Danny Boyle

Danny Boyle “28 anni dopo” Masterclass alla Casa del Cinema

Il regista premio Oscar Danny Boyle sarà protagonista di una masterclass alla Casa del Cinema di Roma giovedì 12 giugno 2025 alle 12. Occasione del rendez-vous la presentazione del suo nuovo film, 28 anni dopo (Sony Pictures)
L’incontro è organizzato da Fondazione Cinema per Roma e Sony Pictures e introdotto da Paola Malanga, direttrice artistica della Fondazione e della Festa del Cinema di Roma. 

Il regista Danny Boyle presenta 28 anni

Il cineasta britannico di film come The Millionaire (8 Oscar fra cui Miglior film e Miglior regia), TrainspottingThe Beach127 ore e Yesterday, ripercorrerà la sua gloriosa carriera. Ma prima della masterclass, saranno presentati i primi ventotto minuti del suo nuovo film, 28 anni dopo, scritto da Alex Garland (Ex MachinaCivil WarWarfare).

Il film porta sul grande schermo una nuova terrificante avventura della saga inaugurata da Boyle, nel 2002, con 28 giorni dopo e proseguita, nel 2007, con 28 settimane dopo.

La saga con Ralph Fiennes

Interpretato da Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Jack O’Connell, Alfie Williams e Ralph Fiennes, 28 anni dopo è prodotto da Sony Pictures e uscirà nelle sale italiane mercoledì 18 giugno. 

L’accesso alla masterclass è gratuito fino a esaurimento posti disponibili, previo ritiro del coupon distribuito giovedì 12 giugno, a partire dalle 11.30, alla biglietteria della Casa del Cinema. 

28 Anni dopo

Sono passati quasi tre decenni da quando il virus della rabbia è fuoriuscito da un laboratorio di armi biologiche e ora, in una quarantena forzata e brutale, alcuni sono riusciti a sopravvivere in mezzo agli infetti.

Un gruppo di sopravvissuti vive su una piccola isola collegata alla terraferma da un’unica strada rialzata ed estremamente protetta. Quando uno di questi lascia l’isola per una missione diretta nel profondo della terraferma, scoprirà segreti, meraviglie e orrori che hanno mutato non solo gli infetti ma anche gli altri sopravvissuti. 

Tolo Tolo

E cinque… Anzi, e uno! Sì, perché dopo i primi quattro film diretti da Gennaro Nunziante, Checco Zalone si è messo in proprio. Un’uscita con un numero copie senza precedenti, circa 1.250, per sbancare ancora una volta. Non sarà facile. Tolo Tolo non convince come i precedenti. Certo, ancora una volta viene toccata l’attualità. E mai come questa volta le polemiche (sterili, va detto) sono state il sale dell’attesa. La pellicola parla di immigrazione, il tema più trattato (bistrattato) nell’ultimo anno. Si è fatto un gran parlare del brano Immigrato, accusato dai soliti falsi moralisti di razzismo. Zalone è stato tirato per la giacchetta da tutti i partiti politici (o presunti tali). Ma non si è scomposto. La sua commedia nazionalpopolare quanto si vuole pur toccando sul vivo il tema non dà quasi mai l’impressione di voler lucrare sulla pelle di nessuno. L’attore pugliese non è affatto razzista (e ci mancherebbe pure). Fa il suo, fa ridere. Non fa politica. Anche perché, per dirla alla Flaiano: La situazione politica in Italia è grave ma non seria. E il pregio di Zalone è ridere anche sulle disgrazie. In un periodo dove manca l’impegno civile da parte dei cantautori, dove i poeti non ci sono più, tocca ai comici l’arduo compito di far riflettere. Meglio di nulla. Ma si poteva e si doveva osare di più. In conferenza stampa Pietro Valsecchi (produttore della pellicola insieme a Camilla Nesbit per Tao Due) interpellato a proposito delle ultime uscite del leader della Lega ha dichiarato

Non avrei mai speso ventimila euro per fare un film contro Salvini. Tolo Tolo parla di persone che non cercano un futuro migliore, ma un futuro e mette in scena la realtà contemporanea con il sorriso, con un tocco magico e poetico

Mentre Zalone…

Ho inserito nel film un personaggio che somiglia ai politici attuali: ha una carriera sorprendente come Di Maio, veste come Conte e parla come Salvini. Ho creato una specie di mostro, insomma

Come chiosa, il comico pugliese ha detto la sua anche sul finanziamento all’editoria facendo una battuta sulla possibile chiusura di quotidiani come Il Foglio

Sarebbe assurdo chiudere un giornale così. Lo leggo sempre, specialmente in aereo. Anche perché è facile da sfogliare…

Se non è satira questa…

Lo sbarco al cinema è, come d’abitudine, il primo giorno del nuovo anno

 

 

 

LA TRAMA

Tolo Tolo, il film diretto da Checco Zalone, narra la tragicomica storia di Checco (Zalone), uomo che ama sognare in quel di Spinazzola, in Puglia.
Dopo un fallimentare tentativo di trapiantare la cultura del sushi in terra carnivora, Checco fugge oberato dai debiti e tampinato da famiglia ed ex-mogli, incauti finanziatori dei suoi goffi sogni imprenditoriali.
Si rifugia da cameriere in un resort africano, a confidarsi con l’amico e collega del posto, Oumar (Souleymane Sylla), che sogna l’Italia e adora il cinema neorealista italiano.
Dentro di sé, Checco si sente più vicino ai tanti ricconi italiani che deve servire nell’hotel. Il suo equilibrio è decisamente precario, e si spezza quando la guerra civile spazza via tutto e spinge Checco e Oumar prima nel villaggio di quest’ultimo, poi direttamente sulla rotta per l’Europa: bus precari, deserto, passaggi fortunosi, momenti di pace, guerriglia, carceri e attraversamento del Mediterraneo.
Checco non vuole saperne di tornare dove lo attendono al varco debiti e fallimenti, anzi: sogna di ritornare in Europa ma di trasferirsi nel Liechtenstein!
Non avrà però altra scelta che farsi trascinare, perché si è innamorato di Idjaba (Manda Touré), anche lei in fuga in compagnia di suoi figlio Doudou (Nassor Said Birya), che lo ha preso in simpatia nonostante la sua insofferenza molto occidentale per la situazione.
In particolare, l’assenza di farmacie e adeguati cosmetici per la pelle si fa sentire. Mentre in patria pugliese lo danno per disperso e qualcuno spera persino che muoia per un colpo di spugna ai debiti, Checco attraversa realtà più e meno crudeli dell’Africa, aiutato anche da un irritante e piacione reporter francese, Alexandre Lemaitre (Alexis Michalik). Chi sarà dalla sua parte fino alla fine? Chi rimarrà con lui in Italia? Ma soprattutto: come si fa a trovare un Imodium in Africa?

PIERLUIGI CANDOTTI

Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Fuori dalla sala del Moderno di Piazza della Repubblica in Roma è ressa tra giornalisti e ospiti per aggiudicarsi lo zainetto di BB-8, il robottino da non sottovalutare in questa battaglia finale di una delle saghe di maggior successo al cinema. Abbiamo visto in anteprima Star Wars: L’ascesa di Skywalker noto anche come Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker, diretto da quel geniaccio di J. J. Abrams.

Questo terzo e ultimo film della cosiddetta “trilogia sequel”, composta da Star Wars: Il risveglio della Forza (2015) e Star Wars: Gli ultimi Jedi (2017), sembra più scoppiettante e scorre che è una meraviglia. Le due ore e mezza di film volano tra battaglie e contro battaglie, inseguimenti mozzafiato ed effetti speciali all’avanguardia che rendono così reali anche le bestioline e gli esseri animati più improbabile che popolano la galassia di Lucas & Co. Nel film si rivede gran parte del cast delle 2 pellicole precedenti, con Carrie Fisher, Mark Hamill, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Ian McDiarmid (che torna a nel ruolo di Palpatine) e Billy Dee Williams (che torna a vestire i panni di Lando Calrissian per la prima volta da Il ritorno dello Jedi). Resta solo la necessità di rivedere i precedenti 8 per godere appieno del 9° soprattutto per i neofiti. Perché una volta visto il film vorreste collezionare tutti i personaggi più stravaganti della saga droidi, umanoidi e non solo!

E ora: tutti al cinema e… Che la forza sia con voi!

Orietta Cicchinelli

Pinocchio

ROMA ­- L’attesa era tanta e le aspettative, forse, troppe con una storia tanto universale quanto unica come quella del burattino più famoso del mondo e un cast vincente sulla carta. Così, nonostante l’ambientazione pazzesca e qualche attimo di emozione (il ciuchino-Pinocchio buttato a mare, Geppetto-Benigni padre amorevole che liscia con lo stucco le crepe sul viso del suo monello di legno) e qualche trovata geniale (la lumaca della Fata Turchina che lascia la scia-killer sulla quale scivolano i visitatori della casa, dai dottori al Grillo parlante e cassa mortuari) il Pinocchio di Matteo Garrone non colpisce al cuore (Le avventure di Pinocchio di Comencini restano insuperate). Si ha come l’impressione che la preoccupazione di essere fedele al libro di Collodi abbia frenato il regista che con Massimo Ceccherini ha anche sceneggiato il film (perché? Che bisogno c’era, visto il tanto materiale a disposizione?). Infatti, come amava ripetere il maestro Vincenzo Cerami “spesso per interpretare e rendere bene sullo schermo le emozioni contenute in un libro, in una pagina scritta, occorre, è necessario tradire il testo”. E bene avrebbe fatto Garrone a seguire il consiglio.

Se sia valsa o no la pena di fare Pinocchio lo dirà il pubblico – precisa il regista – ma era difficile resistere alla tentazione e, poi, potevo contare su attori che mi hanno aiutato molto a fare un film di una certa leggerezza che mi scrollasse di dosso l’immagine di un autore dark. Spero che si riscopra con me la fascinazione di una favola senza tempo come quella di Carlo Collodi.

Ora, sicuramente questo ennesimo adattamento della favola nera (nelle sale dal 19 dicembre in 600 copie distribuite da 01) farà cassa al botteghino, più per la curiosità di vedere Roberto Benigni (già nei panni di Pinocchio, ma con Vincenzo Cerami come sceneggiatore…) magistralmente invecchiato nei poverissimi abiti di mastro Geppetto che altro…

Ho dimestichezza con Pinocchio – dice il comico toscano alla prima romana – e non ricordo chi sia stato l’ultimo a farlo ­(scherza, ndr.), ma questa è una storia d’amore tra padre e figlio, come ne “La vita è bella” anche se qui si tratta di un babbo per eccellenza. È un film per bambini dai 4 agli 80 anni, perché diverte questo burattino birbante che scappa già dalla nascita e poi Garrone è un pittore.

E a proposito del suo lavoro Benigni, che dice di essersi spaventato vedendo la sua immagine invecchiata dal trucco, spiega:

 Ho seguito le indicazioni del regista. Quando Matteo mi fece vedere la foto di come sarei stato, ho esclamato: ma questo è mio nonno!

A chi gli chiede, poi, del suo rapporto con Pinocchio il toscanaccio risponde

La favola di Collodi va oltre la classicità: è come il mare che ti avvolge al di là della storia stessa. Il libro è pieno di simboli, metafore, allegorie divenute universali: il naso che si allunga per le bugie, le orecchie da asino se non studi perché diventi somaro e anche la metafora del gatto e la volpe che dice di non credere a chi ti promette facili guadagni senza faticare. Proprio come Don Chisciotte Pinocchio pensa che nel mondo non esiste il male

A chi gli chiede se farebbe ancora Pinocchio risponde:

 La gente quando m’incontra in giro per Testaccio mi dice: ora ti manca solo la Fata Turchina. Ma io farei anche il tonno e la balena!

A fargli eco Rocco Papaleo, il Gatto (in coppia con Ceccherini che veste i panni della Volpe)

Io avrei fatto anche la lumaca pur di girare con Garrone

E Gigi Proietti:

Io Mangiafuoco? Una mazzata all’inizio quando Matteo me lo propose mostrandomi la foto del personaggio alla Rasputin – dice il mattatore romano – ma ora sono orgoglioso di averlo fatto e anzi ho temuto di non poterlo fare. Io mi sono adeguato al trucco: Mangiafuoco è un uomo solo che vive con dei burattini di legno e trova un burattino senza fili, non un uomo, che per la prima volta lo bacia e lo fa sentire meno solo

 

Ma forse il più sincero di tutti, alla fin fine, è proprio Pinocchio stesso. Il piccolo Federico Ielapi che ogni giorno, per tre mesi si è sottoposto a ore e ore di trucco (concepito dal pluripremiato make-up designer Mark Coulier) per somigliare al burattino, non ha dubbi:

 Quattro ore di trucco al giorno? Beh mi pagano bene e poi stare con Benigni e gli altri sul set è bello e divertente

Dal 19 dicembre al cinema.

 

Orietta Cicchinelli

Made in Italy

 

 

Questo film nasce da un progetto ‘balordo’: il concept album – anacronistico fare un concept negli anni Duemila – che porta lo stesso nome e uscito un anno e mezzo fa: avevo di nuovo una storia da raccontare

Così Ligabue, alla conferenza stampa di presentazione di Made in Italy, sua terza fatica da regista e sceneggiatore. In realtà i film sarebbero quattro se si considerasse il documentario Niente paura del 2010 (per la regia di Piergiorgio Gay). Il rocker emiliano ha sempre raccontato il suo Paese partendo dalla realtà delle radio private (Radiofreccia quest’anno festeggia il ventennale), andando a ritroso nella memoria con il commovente Da zero a dieci e oggi con la storia di Riko , 50 anni, (interpretato dal fedele e sempre ottimo Stefano Accorsi) nato e cresciuto in una cittadina emiliana. Operaio nel salumificio dove lavorava suo padre, ha sposato, molto giovane, Sara, una parrucchiera interpretata da Kasia Smutniak. È un uomo onesto, vive di un lavoro che non ha scelto, nella casa di famiglia che riesce a mantenere a stento, ma anche se fa una vita preimpostata, seguendo i dettami della società, può contare su un gruppo di amici veri e su una moglie che, tra alti e bassi, ama da sempre. Suo figlio è il primo della famiglia ad andare all’università. È però anche un uomo molto arrabbiato con il suo tempo, che sembra scandito solo da colpi di coda e false partenze. Quando perde le poche certezze con cui era riuscito a tirare avanti, la bolla in cui vive si rompe e Riko capisce che deve prendere in mano il suo presente e ricominciare, in un modo o nell’altro. E non darla vinta al tempo che corre. Ligabue non ci sta, però a essere un narratore di storie e non ha pretese da sociologo, anche se tutti i suoi film sembrano dargli torto

La mia non vuole essere un’analisi sociale. La storia di Riko e dei suoi amici nasce dal desiderio di raccontare un uomo di mezza età che perdendo il suo lavoro, perde il senso di identità, diventa improvvisamente fragile. Facendo questo mestiere sono diventato un personaggio pubblico e attraverso la musica ho frequentato tante persone, alcune delle quali sono diventati amici. Ma gli amici che mi tiro dietro dall’infanzia, quelli sono la realtà che vivo di più. Tra loro ci sono tante persone perbene che non hanno voce, ecco volevo portare un pezzettino della loro storia nel film. Hanno definito Radiofreccia un film generazionale che era la cosa più lontana da quello che avevo in mente ma se qualcuno si identifica meglio così

Made in Italy è una tormentata dichiarazione d’amore per l’Italia e, volendo compiere un collegamento musicale si avvicina moltissimo a un pezzo del Liga. Si chiamava Buonanotte all’Italia, scritta nel 2009. Il film, in sala dal 25 gennaio in poco più di 400 copie, è prodotto da Domenico Procacci e distribuito da Medusa. E l’obiettivo di far venire nostalgia dell’Italia, non a chi è andato via ma a chi ancora ci sta è perfettamente riuscito

 

 

 

PIERLUIGI CANDOTTI