INTERSTELLAR

Se siete a caccia di emozioni non avete sbagliato film! Tenere 4 ragazzini (tra i 10 e gli 11 anni) incollati alla poltrona per quasi tre ore non è poca cosa. Christopher Nolan ce l’ha fatta. E non importa se la teoria del buco nero sia più o meno credibile, non interessa se la gravità riesca o no a reggere il peso della storia, tra scoperte nello spazio e ricerca di soluzioni per il futuro della razza umana… Perché Interstellar è, non solo un complesso e ambizioso film di astronauti e fantascienza, ma un racconto di vita.
Da vedere!

Momenti toccanti
Cooper/Matthew McConaughey cattura con l’aiuto dei figli un drone di sorveglianza indiano che vola libero nei cieli per farne uno strumento utile a coltivare la terra, poiché il raccolto scarseggia. Ma la figlia Murph (legge di Murphy…)  gli chiede perché non lo lascia andare e lui: “Anche il drone deve imparare ad adattarsi, come tutti noi”!

Frasi che restano
“Sembra ci siamo dimenticati chi fossimo. Esploratori, pionieri non dei guardiani… Un tempo per la meraviglia alzavamo lo sguardo per osservare il firmamento, ora l’abbassiamo per paura di non far parte di questo mare di fango”.

Alla nascita di un figlio: “Siamo solo qui per essere il ricordo dei nostri figli.Quando diventi genitore diventi il fantasma per il futuro dei tuoi figli”

“Il leone è maligno perché fa a pezzi una gazzella?” Dice la dottoressa Brand prima di ibernarsi, a proposito della natura maligna…

“L’amore non è una cosa che abbiamo inventato noi…è un’altra dimensione…è l’unica cosa che riusciamo a percepire che supera le dimensioni di tempo e di spazio”!
(Anne Hathaway alias Dottoressa Amelia Brand)

“L’unica cosa che gli umani hanno trovato per andare avanti è lasciarsi qualcosa alle spalle”!
Parole del computer TARS che accompagna la missione Interstellar con il suo alto tasso di ironia: “La verità? Necessaria solo al 90 percento” dirà a Cooper che lo interroga su relazioni umane e connessi.

Il filo conduttore dell’intero film è una citazione poetica di Dylan Thomas con Non andartene docile in quella buona notte, composta nel maggio 1951 e dedicata al padre David John allora consumato da un cancro

Non andartene docile in quella buona notte
di Dylan Thomas

Non andartene docile in quella buona notte,
I vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
Infuria, infuria, contro il morire della luce.

Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta
Perchè dalle loro parole non diramarono fulmini
Non se ne vanno docili in quella buona notte,

I probi, con l’ultima onda, gridando quanto splendide
Le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
Troppo tardi imparando d’averne afflitto il cammino,
Non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi
Che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,
Benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.

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Ho conosciuto…Vecchioni

“Non è possibile che gli uccelli cantino quando passa la tempesta, e gli uomini non sappiano nemmeno esser felici del sole che gli resta”
Un passo del nuovo libro di Roberto Vecchioni “Il Mercante di luce” (Einaudi) presentato oggi a Roma.
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Ottima occasione per parlare con l’artista milanese (anche) della sua ultima fatica discografica. Una piacevole chiacchierata con qualche spaccato molto significativo
                                     “La Cultura.Oggi…”
Cultura non significa sapere cose, ma sapere il senso delle cose
Siamo meschini, piccoli provinciali non siamo grandi italiani come dovremmo essere.
Io non posso appartenere a questa delusione. Non posso appartenere ancora oggi al fascismo, alla violenza. Non posso appartenere al presidente della F.I.G.C. (Tavecchio), razzista come pochi.

                                     “Io sto con Bill Gates”

Per fortuna ci sono ancora persone alle quali sento di appartenere.
Non certo Zuckerberg che vorrebbe avvolgere tutto il mondo in una rete (la sua) e sostiene che la soluzione ai mali dell’umanità sarebbe dare internet libero a tutti…
Io sto con Bill Gates che trova più utile dare a tutti l’accesso al vaccino contro la malaria che fa mezzo milione di morti l’anno
                          “Ho visto tutto”
Io a 71 anni ho visto tutto.Tante stelle illusorie. Si corre il rischio di perdere la stella polare che è l’Umanesimo.
Perché Vivere non è accumulare giorni, ma stringersi in qualcosa che oltrepassa il tempo. Molto più in là delle piccole cose.
                        “Del libro e delle canzoni”
i critici dicono che scrivo solo canzoni autobiografiche.Spero che nessuno dirà,come lessi anni fa, che nel mio libro si sente troppo il punto di vista dell’autore !
Bisogna tornare a usare la penna, non solo digitare. Da ragazzino mi facevano fare intere pagine di quaderno piene di lettere dell’alfabeto per imparare a scrivere, con relative bacchettate sulle mani se sbagliavo.

Il libro l’ho scritto totalmente a mano (200 pagine in brutta e bella copia). Poi ho avuto una paralisi alla mano destra. (E ride…)

Il complimento più bello che ricevo dai fruitori dei miei dischi è quando mi viene detto : “Sembra che hai raccontato una parte della mia vita”
Io stesso mi commuovo ascoltando le mie canzoni. Sono una testa di cazzo tremenda (testuale).
Infatti non le sento mai. Tranne quando le canto.
                     “Gli artisti…I veri narcisi”
Noi del mondo dello spettacolo siamo molto narcisisti.
Una volta un attore (omissis) mi “sequestrò” un pomeriggio intero, passeggiando sulla spiaggia, per raccontarmi tutta la sua vita.
Alla fine, accortosi di aver parlato troppo mi disse :”Abbiamo parlato troppo di me,parliamo di te. Te come mi vedi ?”
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Le foto della presentazione sono © Cristina Pan

“Due giorni, una notte”

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“Due giorni, una notte” dei fratelli Dardenne da non perdere! Necessari e preziosi come sempre in questo cinema povero di idee. In un mondo attanagliato dalla crisi economica (e di valori), in cui le aziende licenziano e ognuno guarda al suo proprio orticello, la solidarietà può essere ancora vincente! E voi, per salvare il posto di una collega di lavoro sareste disposti a sacrificare qualche obolo del vostro? Film vincente come l’ottima Marion Cotillard.

Da venerdì 13 Novembre al cinema.

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“IL GIOVANE FAVOLOSO” di Mario Martone

Sono cresciuta respirando Leopardi, all’ombra di odorose ginestre, su un ermo e sempre caro colle abruzzese, e forse era destino visto che son nata in via Giacomo Leopardi. Sarà certo per questo che mi aspettavo tanto, forse troppo, dal film di Mario Martone e sono rimasta un po’ con l’amaro in bocca uscendo dal cinema. Non che Il Giovane Favoloso non sia un film ben confezionato, con un coraggioso Elio Germano nel difficile, per non dire arduo, ruolo del poeta di Recanati. Audace anche il regista (e il pubblico lo premia) nell’innovativa lettura data al personaggio che però, ad un certo punto, gli è sfuggito di mano, come sfuggì al conte Monaldo pater: difficile credere che il poeta dell’Infinito fosse tutto lì. Poco credibile nei momenti di strazio e sofferenza… Poco emozionante: tanto che piu di qualcuno dei miei vicini di poltrona dormiva già a metà film (troppo lungo e descrittivo). Insomma, poca poesia per un Giovane favoloso i cui idilli restano di struggente attualità! Anche se un merito Martone-Germano lo hanno: aver suscitato tanta curiosità e aver trascinato tantissima gente al cinema! Magari qualcuno riprenderà in mano lo Zibaldone o rispolvererà le Operette morali con rinnovato interesse. Forse non è poco, visto i tempi…

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Sul coraggio e la dignità…

2014-11-06 07.11.54

http://www.metronews.it/14/11/06/leutanasia-il-coraggio-e-la-dignit%C3%A0.html

“Non voglio dire a nessuno di fare la mia stessa scelta, ma la mia domanda è: chi ha il diritto di decidere per me, e decidere che merito di soffrire enormemente per settimane o per mesi?”

La storia della ventinovenne californiana Brittany Maynard ha commosso l’America. La ragazza, affetta da un male incurabile al cervello, ha scelto di non vivere più. Decisione divenuta virale con la pubblicazione di un video cliccatissimo su YouTube. È lo spunto per parlare del tema delicatissimo dell’eutanasia.

Commenti gratuiti (NOI DONNE ? PUZZIAMO !) Venerdì 24 05 2013

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Nella mia collaborazione con il poeta Vincenzo Cerami scambiavamo anche idee sul lavoro.

Accadde anche prima della pubblicazione di questo fondo. Eccovi una sua mail, con qualche errore di battitura ma… che bei ricordi affiorano da quell’assetto della recente memoria !

Io: Mi dici che ne pensi? Grazie!

Vic: Lo trovo bellisimo. Non è possibile che non piaccia al direttore. È divertente, cattivo  e istruttivo. Mandaglielo subito!

Mi Consenta Mercoledì 05 11 2014

Esclusiva di Metro.

Dopo la puntata di Quinta Colonna (trasmissione di Rete 4) ho intervistato l’On.Marco Verzaschi, impiegato in Regione Lazio in merito ai vitalizi ottenuti.

METRO VITALIZI 2

http://www.metronews.it/14/11/04/verzaschi-i-vitalizi-vanno-rivisti.html

Ecco il link alla trasmissione di Lunedì

http://www.video.mediaset.it/video/quinta_colonna/full/493100/puntata-del-3-novembre.html