Pamela, il ritorno… a metà. Aspettando Sanremo

Ventitré anni di assenza dalle scene discografiche. Un record, almeno per il nostro paese, appartenuto finora a Giorgio Gaber (dal 1987 al 2001, almeno come registrazioni inedite). Pamela Petrarolo, torna alla ribalta con A metà, terzo lavoro dell’artista romana dopo i clamorosi successi raggiunti con Io non vivo senza te (1994) e Niente di importante (1995).

Bentornata Pamela! Cosa hai fatto in tutti questi anni?

Innanzitutto due figlie, mi sono limitata a due, a distanza di dodici anni l’una dall’altra. Un po’ di teatro, ospitate televisive e dopo tantissimi anni ho deciso di rimettermi in gioco come cantante

Quasi un quarto di secolo. Mancanza di proposte o altro?

In realtà il terzo progetto discografico doveva arrivare quasi subito dopo la fine del periodo di Non è la Rai ma non c’era nulla di così efficace che mi facesse pensare a continuare immediatamente la carriera. Sono stati i fans, che non mi hanno mai abbandonata, a convincermiOltre a questo, io nasco come un personaggio televisivo. Poi, grazie a Gianni Boncompagni, scoprii di poter cantare con la mia voce. Lui mi definì The Voice. Nel programma eravamo tante ragazze famose unite dal playback. Ero una delle poche a non usufruirne

Nel disco c’è un solo inedito…

La scelta è stata quella di riproporre in una nuova veste i più grandi successi dei primi due album. Nuovi arrangiamenti per nuove generazioni: per assurdo, considerando il lasso di tempo, potrebbero essere considerati quasi tutti inediti

Cosa ti aspetti da A metà?

Sarebbe un sogno ritornare ai vecchi numeri. Tanti anni fa vendetti ben quarantamila copie di dischi. Oggi sarebbe impensabile. Il mercato è nettamente cambiato e la musica è fruibile in tantissimi modi.

Sarebbe possibile al tempo dei social, realizzare nuovamente un programma come Non è la Rai?

Assolutamente no. Oggi è impensabile. Ci sono troppi haters. All’epoca eravamo molto ingenue, la nostra era una televisione pulita e neanche ci accorgevamo di non essere simpatiche a tutti. 

Cosa c’è nel futuro di Pamela?

Stiamo lavorando per Sanremo. Per il 2019 è troppo tardi. Con i miei autori eravamo indecisi tra scegliere di mandare un provino al Festival oppure aspettare e realizzare il disco. Ma per la prossima edizione ci proverò sicuramente. Vedremo se sarò in grado di scendere o cadere dalle scale…

Un ricordo di Gianni Boncompagni. Nel disco, aprendo il libretto c’è una dedica commovente. Quanto manca alla televisione italiana?

Gianni manca a prescindere, mi ha insegnato tutto. Televisione a parte, un’impronta come la sua mancherà sempre

 

PIERLUIGI CANDOTTI

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