Sabato con un Principe – Incontro con Francesco De Gregori

I ventiquattro gradi di un’estate infinita si fanno sentire. E’ il caldo romano, una novembrata mai vista. Cambiamenti climatici e mutazioni genetiche nella storia cantautoriale di uno dei più grandi esponenti musicali che ancora abbiamo e del quale siamo tremendamente gelosi e fieri. Francesco De Gregori da sempre etichettato come il Bob Dylan italiano. Esce proprio lui allo scoperto dichiarandolo allo scrittore Sandro Veronesi, padrone di casa ieri pomeriggio all’incontro in Feltrinelli. “Sono sempre stato accomunato a lui, alle volte mi hanno velatamente accusato di plagio. Alla fine ho deciso di realizzare un disco con i suoi testi (quasi tutti fedelmente) tradotti. Nel brano d’apertura (Un angioletto come te) c’è la frase “camminare sui pezzi di vetro”. Beh, ad essere sinceri è un’espressione che io usai nel 1975 (Rimmel…), Dylan leggermente dopo…” Il cantautore romano quasi si vergogna di ammetterlo, ma forse Bob rubò la sua idea. “Se fosse veramente così, ne sarei onorato” Francesco De Gregori si è liberato del fantasma di Bob Dylan nella maniera più naturale possibile: affrontandolo. Gioca con le parole (lo ricordavamo molto più schivo) e scherza con il pubblico raccontando il processo di elaborazione del disco e dei numerosi problemi avuti con la metrica di alcuni pezzi. “Quando non è stato possibile essere fedeli al testo, sono stato costretto a usare dei sinonimi”, dice. E fa le prove ritmiche sulle parole originali, dimostrando quanto sarebbe stato difficile riproporre senza nessun accorgimento il tutto. Inevitabile qualche battuta politica e il firma copie finale. Ma l’emozione maggiore, De Gregori, l’ha regalata al suo pubblico esibendosi con buona parte della band in tre brani del disco. Una piacevole sorpresa. Aspettavamo le parole, abbiamo assistito a un breve ma coinvolgente live. E a una lezione di musica non prevista. Un sabato principesco. Senza Fedez, Briga (ieri sera a Roma Venditti, storico amico di De Gregori, ha ricambiato l’ospitalità al giovane rapper…) e altra compagnia proveniente da Verona. Quella notte in Arena ben presto dimenticata. O da dimenticare. Per la compagnia della quale De Gregori non ha certamente bisogno.

@100CentoGradi

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