POP-UP #Lucalostesso

Recensione di @100CentoGradi

Luca Carboni, Alice, la stessa Grazia di Michele valgono meno dei Negrita, Gianna Nannini e Lorenzo Fragola? Curiosità da cronista. Ce lo siamo chiesti ieri pomeriggio in Feltrinelli, alla presentazione del nuovo disco del cantautore emiliano (31 anni di carriera, e che carriera, alle spalle). Il motivo è presto spiegato. Per gli ultimi tre artisti citati, l’acquisto del cd (scontrino alla mano) per il firmacopie con relativo braccialetto rosso stretto al polso, era obbligatorio. Per i primi no. Posti a sedere (tre file per massimo 20 persone) e una fila enorme in attesa in piedi. Il dvd contenente il video del nuovo singolo non partiva e l’evento (previsto per le 18) è imiziato con almeno mezz’ora di ritardo. Non è una critica, sia chiaro. Solo una constatazione. Chi vi scrive non vorrebbe mai assistere a un pubblico obbligato ad acquistare cd di sorta. Chi ama l’artista, si reca a questi incontri proprio per farsi firmare il nuovo disco (e magari anche qualche vinile d’epoca, come un ragazzo che stringeva tra le mani il più famoso di Carboni, l’omonimo lp datato 1987, quello contenente pezzi come Silvia lo sai e Farfallina, per intenderci). Fatta questa doverosa premessa, vi raccontiamo di un cantante in splendida forma, occhiali da sole d’ordinanza (doppia spiegazione per il look :”Sulla copertina li indosso, quindi mi sembrava giusto indossarli anche qui” e “Scattate troppi flash, mi danno fastidio”) per nulla scontroso (nonostante la risposta appena fornita lascerebbe pensare l’opposto) e autore di un simpatico siparietto con Fabio Arboit speaker di Radio Capital (il moderatore della presentazione) :”Ti avevo chiesto di velocizzare il tutto, caro Fabio, ma sono io a dilungarmi”. Il cd è un ideale proseguimento di Forever (1985) che viene ricordato per Sarà un uomo e per la copertina total black&white. Entrambi i lavori vengono intitolati con nomi stranieri. Questo Pop-up (il singolo suonatissimo e molto orecchiabile è Luca lo stesso) contiene anche pezzi come Dio in cosa crede e Chiedo scusa (liberamente ispirata a un componimento del premio Nobel Wisalwa Szymborska). Sono dei piccoli gioielli. L’album propone oltre all’amore, riflessioni e pensieri sul nostro tempo e sui nostri stili di vita. Il tour è rimandato al 2016, per il desiderio di “studiarlo e pianificarlo in linea con il carattere dell’album”

@100CentoGradi

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