Gli Sdraiati

 

 

Un libro di successo, un film liberamente ispirato ad esso. Liberamente neanche troppo perché leggendo il romanzo di Michele Serra (uscito nel 2013) e assistendo alla prima del film omonimo (in tutte le sale dal 23 novembre, quattro anni esatti dopo) si ha la percezione di quanto il racconto abbia notevolmente influenzato gli sceneggiatori. Gli sdraiati ebbe, oltre a recensioni entusiaste anche feroci polemiche per il trattamento riservato ai più giovani. Fu, in realtà, un ritratto amaro verso i padri più che per i figli dipinti invero come vittime di un sistema troppo legato a stereotipi del passato. Le varie lotte studentesche, le ideologie di una generazione che (Gaber docet) ha perso su tutti i fronti. Ha perso mentre pensava di vincere e ancora continua a credere di aver costruito qualcosa di irripetibile. Osservando la perfetta regia di Francesca Archibugi si hanno, talvolta, moti di disprezzo verso i ragazzi fancazzisti, una meglio (o peggio…) gioventù trattata come carne da macello. Ma sono soltanto figli nostri. Avendo seminato vento, raccogliamo nulla. Neanche più tempesta.

LA TRAMA

Giorgio (Claudio Bisio) è un giornalista di successo, amato dal pubblico e stimato dai colleghi. Insieme alla ex moglie Livia (Sandra Ceccarelli) si occupa per metà del tempo del figlio Tito, un adolescente pigro che ama trascorrere le giornate con gli amici, il più possibile lontano dalle attenzioni del padre. I due parlano lingue diverse ma ciò nonostante Giorgio fa di tutto per comunicare con il figlio. Quando nella vita di Tito irrompe Alice, la nuova compagna di classe che gli fa scoprire l’amore e stravolge la routine con gli amici, finalmente anche il rapporto con il genitore sembra migliorare. Ma l’entusiasmo non durerà a lungo perché il passato di Alice è in qualche modo legato a quello di Giorgio. Giorgio e Tito sono padre e figlio. Due mondi opposti in continuo scontro.

Nota di merito per i ragazzi, in particolare Gaddo Bacchini (Tito, figlio di Bisio sullo schermo) e Ilaria Brusadelli, vero fulcro intorno al quale ruota una parte importantissima del film.

 

 

PIERLUIGI CANDOTTI

 

Nemiche per la pelle

 

 

Se il mondo della cultura e dello spettacolo avesse voce in capitolo nel Parlamento Italiano la spinosa questione della stepchild adoption sarebbe già stata risolta da un bel pezzo. Nastrini colorati a Sanremo, appelli e petizioni sul web e ora anche film che strizzano l’occhio a un argomento di soluzione talmente ovvia che solo in Italia diventa “un caso”. Nemiche per la pelle, visto in anteprima stamattina è solo un piccolo grido tra tanti. Non farà un rumore fragoroso ma ci si augura possa far riflettere un Paese impigrito e impaurito da tutto ciò che è “normale”. La dichiarazione più forte l’ha rilasciata la Buy in conferenza stampa

Ci tenevamo a far capire che la famiglia è un posto di amore, che si può anche scegliere, e che non deve per forza seguire la biologia. Ci sono tanti bambini nel mondo che hanno un grande bisogno di affetto, e le leggi per l’adozione, nel nostro paese, sono troppo complesse.

La pellicola racconta la storia di Lucia (Margherita Buy) una donna particolare, che parla con gli animali e crede negli spiriti, che mangia solo cibi biologici e fa yoga, indossa camicioni larghi ed abiti realizzati con fibre naturali, ha il ‘braccino corto’ e usa l’auto elettrica, ama le musiche etniche e crede nelle battaglie per i diritti civili e di Fabiola (una spumeggiante Claudia Gerini vero effetto dirompente del film), a capo di un’agenzia immobiliare di lusso, legge solo Vanity Fair e indossa scarpe da 400 euro, canta Madonna e vive circondata dai filippini, inventa favole della buonanotte centrate sugli attici di Roma, sogna la Bentley e ogni sera si riempie il corpo di lumache, in modo da tirare la pelle. Donne legate solo e soltanto da una cosa, ovvero un marito appena deceduto che ha lasciato loro un bambino cinese che le obbligherà a conoscersi e soprattutto a diventare amiche. Non c’è nessun legame affettivo, tantomeno sessuale tra le due protagoniste. La Gerini è molto romana (è un complimento, sia ben chiaro) la Buy la solita nevrotica e insicura. Il suo personaggio se l’è scritto da sola… Nelle sale dal 14 Aprile.

 

 

 

@100CentoGradi