Monster Family

 

Quante possibilità ci sono nella vita di un normalissimo essere umano (cartonato, in questo caso) di sbagliare numero telefonico e contattare Dracula? Nessuna, ovvio. O meglio, una su un milione. Ma nella vita di Emma Wishbone accade l’imponderabile. Lei, madre di due bambini (il maschio secchione e bullizzato, la femmina con la testa tra le nuvole e cattivissima verso il fratello) e moglie di un Fantozzi dei nostri tempi, conduce una vita ai limiti dell’infelicità. E’ proprietaria di una libreria (quanti film hanno come termine di paragone di un negozio in fallimento gli scaffali pieni di testi? troppi…) e passa il tempo a cercare di sistemare i cocci di una famiglia allo sfacelo. L’occasione arriva durante una festa mascherata: genitori e figli restano vittime di un sortilegio lanciato dalla strega Baba Yaga, inviata dal Conte Dracula in persona, e assumono per magia le sembianze dei loro costumi. Mummia, licantropo, vampira e mostro di Frankestein saranno costretti a unire le forze e ritrovare l’armonia familiare per invertire l’incantesimo. E le risate sulle avventure (più che sulle disavventure) della famiglia sono garantite. Monster family (dal best seller del tedesco David Safier (La mia famiglia e altri orrori) manda numerosissimi messaggi partendo dall’uso spasmodico dei telefonini fino alla scelta tra la felicità effimera o al valore del matrimonio. E riesce a farlo in poco più di 90 minuti (piccolo miracolo…). Adler Entertainment colpisce nel segno. Come non parlare poi del doppiaggio semplicemente perfetto fornito dalla strana coppia formata da Max Gazzè e Carmen Consoli?. Il cantautore romano, nelle vesti (pardon nelle corde vocali) di Dracula sembra esserci sempre stato. E quasi non si vorrebbe ascoltare l’audio originale di Jason Isaacs. La cantantessa, da par suo, presta la voce a Emma (Emily Watson per chi ascolta da fuori Italia…) dando alla protagonista un briciolo di Sicilia. Il film è davvero ben fatto, il doppiaggio di più. Ed è per tutti. Quindi: correte al cinema, dal 19 ottobre. Da non perdere!

PIERLUIGI CANDOTTI