Appuntamento al parco

 

Non è Notting Hill. Neanche ha la presunzione di esserlo, anche se verrà scritto che lo ricorda molto. No, anche se l’ambientazione londinese e un negozio non particolarmente fortunato potrebbero avvicinare la nuova pellicola diretta da Joel Hopkins al film della collaudatissima coppia Hugh GrantJulia Roberts. Appuntamento al parco è qualcosa di diverso. Migliore o peggiore? Di certo si ride meno e si riflette di più.

Si racconta la storia della vedova americana Emily Walters e del suo incontro con Donald, un irlandese che vive da molti anni in una residenza di fortuna ricavata all’interno del pittoresco e romantico parco di Hampstead Heath a Londra, un tranquillo rifugio dalla frenesia della città. Incontro molto particolare, testimoniato da una mansarda polverosa e un… binocolo.

Hampstead, quartiere nell’area nord-ovest di Londra, è famoso per il suo splendido parco, Hampstead Heath, un’oasi di tranquillità nel cuore della metropoli.

Sul limitare del parco abita Emily Walters (Diane Keaton), una vedova americana che, dalla scomparsa del marito, fatica a concentrarsi sulle cose che richiedono attenzione, come il suo vecchio appartamento che sta cadendo a pezzi, le sue finanze sempre più esigue e suo figlio Philip (James Norton).

Nonostante l’incoraggiamento e il sostegno della sua cara amica Fiona (Lesley Manville), Emily non vuole ammettere che, di fatto, riesce a malapena a sopravvivere. Un giorno, mentre dalla finestra del suo attico guarda la sconfinata distesa di verde del parco, Emily vede una capanna fatiscente che sembra essere abitata da un uomo alquanto trasandato. E dopo aver assistito all’aggressione che l’uomo subisce ad opera di un gruppo di delinquenti, Emily chiama la polizia e osserva con il binocolo l’arrivo delle forze dell’ordine. Il giorno dopo decide di avventurarsi nel parco alla ricerca dello sconosciuto.

Donald Horner (Brendan Gleeson) vive serenamente in armonia con la natura del grande spazio verde del parco da 17 anni, ma il suo stile di vita è in pericolo: la sua casa è presa di mira da speculatori edilizi senza scrupoli che stanno cercando di sfrattarlo. È naturalmente sospettoso nei confronti di Emily e con educazione respinge le sue attenzioni, ma dietro ai modi burberi dell’uomo, si intuisce la sua natura gentile e seducente. Quando Emily scopre che Fiona sta capitanando un’iniziativa a sostegno degli immobiliaristi nella loro comunità, Emily trova il coraggio di intervenire e di schierarsi dalla parte di Donald nella battaglia sempre più infuocata per salvare la sua preziosa isola di pace all’interno del parco. Malgrado i tentativi di Philip di convincerla a ritirarsi tranquillamente in campagna, Emily è più che mai decisa a difendere il sostentamento materiale ed emozionale di quest’uomo taciturno e fuori dal comune, un uomo che potrebbe proprio essere la persona che riesce a conquistarla. Vincerà l’amicizia o l’amore?

Non sarà Notting Hill, ma vale la pena di andare al cinema. Dal 14 settembre.

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Suffragette

 

La vera storia della nascita del movimento femminista. La lotta per i diritti, per l’uguaglianza. Alla vigilia della ricorrenza dell’8 Marzo arriva nella sale italiane il documento reale di una battaglia vinta anche se a carissimo prezzo. La passione e la sofferenza di coloro che hanno rischiato tutto quello che avevano, la loro casa, il loro lavoro, i loro figli e la loro stessa vita per il diritto di voto alle donne. L’ambientazione è quella di una Londra del 1912, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Lavoratrici in fabbrica (qui è una lavanderia) sottomesse da un capo con violenze fisiche e psichiche che trovano la forza per ribellarsi. Protagonista è Maud Watts, interpretata da Carey Mulligan. Tredici ore di lavoro al giorno con un marito talmente lontano dalle sue scelte da cacciarla di casa e vietarle perfino di vedere il loro bambino. La ribellione avviene dopo troppe vessazioni ricevute. Si può cercare di far valere i propri diritti anche tagliando i fili del telegrafo (all’epoca unico strumento di comunicazione) e facendo saltare in aria le cassette della posta. Si finisce in prigione, si attuano scioperi della fame. Ma sono azioni dimostrative per attirare l’attenzione sulla loro lotta per l’eguaglianza, contro uno stato brutale e sordo a ogni minima richiesta. Si può anche morire per i propri diritti. Magari davanti agli occhi del Regno Unito, davanti al Re in un derby di galoppo. A capo del Movimento Emmeline Pankhurst, interpretata da Meryl Streep. Il suo credo ? “Noi non siamo contro la legge! Noi vogliamo fare la legge!”

Tutto ciò appare allo spettatore totalmente anacronistico se solo si pensa agli scioperi e alle manifestazioni “moderne”. Cento anni fa si spaccavano le vetrine per un ideale, per cambiare il mondo. Il film non giustifica e non colpevolizza. Ha il coraggio di raccontare. La regista  Sarah Gavron ha studiando meticolosamente i memoriali e i diari, spulciato tra le carte degli archivi della polizia. Si dice “esterrefatta” dalla mancanza di precedenti opere portate sul grande schermo riguardanti l’argomento. L’emancipazione femminile è nata proprio grazie alle suffragette (termine coniato dalla stampa inglese per deridere le attiviste del movimento a favore del suffragio alle donne). Il diritto di voto nel Regno Unito venne firmato solo il 2 Luglio 1928, quasi vent’anni prima del nostro Paese. Forse sarebbe giusto spostare la festività. O forse, meglio ancora, non festeggiare un diritto ma esercitarlo e rispettarlo. Ogni giorno. Curioso scoprire che fu la Nuova Zelanda la prima ad aprire al suffragio universale (si parla del 1893). Rimane però nella storia il documento firmato nel Luglio 1848 negli Usa da quattro donne riunite davanti a una tazza di thè. Lucretia Mott, Martha Wright, Elizabeth Cady Stanton e Mary Ann McClintock scrissero il vero pilastro del femminismo americano. Un manifesto con un nome talmente bello e importante (La dichiarazione dei Sentimenti) da apparire ancora oggi più vivo e vero della contemporaneità. E sono passati quasi 170 anni…

Nelle sale italiane dal 3 Marzo, settantesimo anniversario del primo voto delle donne nel Belpaese.

 

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