L’età d’oro

 

Viene chiamata l’età d’oro. Ma non si capisce quale. Quella di Arabella, una nessuna e centomila anime racchiuse in un unico corpo? O quella dei vecchi cinematografi all’aperto? No, forse quella dei paesini di provincia con le beghe tra costruttori e vecchie signore alle quali viene rubato lo scorcio più bello dalla finestra. Forse tutte le età. O forse nessuna. Il nuovo film di Emanuela Piovano affronta, a tredici anni dalla scomparsa, la vita di Annabella Miscuglio. Il suo impegno femminista, la sua lotta nell’organizzazione di Kinomata , un festival che rese visibile in tutto il mondo il lavoro della regia femminile. Senza retorica, senza nostalgia. Dubbi fugati subito con l’assonanza nominale. Annabella diventa Arabella e viene interpretata da Laura Morante. Femme fatale, una vita piena di uomini (un unico figlio, tra questi) e mille intuizioni. Come quella di difendere la sua arena (L’età d’oro, appunto) oltre la morte che appare malefica all’inizio e alla fine della pellicola. Quella pellicola che viene continuamente sbobinata dalla sua tirocinante (Eugenia Costantini) che appare più come “amante” che come pupilla della protagonista. E quell’arena che il figlio Sid (Dil Gabriele Dell’Aiera) vorrebbe vendere per mettere simbolicamente la parola fine al suo rapporto controverso con la madre. Conflitti generazionali, una famiglia torinese catapultata in Puglia. E un’affascinante Giselda Volodi, attrice fin troppo sottovalutata. Un film romantico, un piccolo tuffo nel passato con la carezza delicata della regista, di Francesca Romana Massaro e Silvana Silvestri autrici del libro omonimo – dal quale il film è tratto – e della sceneggiatura, alla stesura della quale ha partecipato anche Gualtiero Rosella oltre la stessa Piovano. Presentato a Bari stasera, da domani 7 Aprile in tutta Italia.

 

 

Detto dell’ottimo lavoro di tutto il cast, bisognerebbe parlare del lavoro degli addetti ai lavori. Una nota a margine, non di più. Ma necessaria per onestà intellettuale e per professionalità. Quella dei colleghi fotografi chiamati a svolgere il proprio mestiere e rispediti a casa senza troppi complimenti dalla protagonista. Il motivo del contendere? La luna storta della Morante, assolutamente contraria a farsi fotografare da sola durante il consueto photocall. L’unica immagine è stata carpita nel red carpet di ieri sera a Roma. Quelle che seguono testimoniano la giornata di passione e lo “scontro” tra l’attrice e i fotoreporter

 

@100CentoGradi

Battiato e Alice – L’esordio a Roma

 

…E per un istante ritorna la voglia di vivere a un’altra velocità.

Sentire Battiato che attacca subito con L’era del cinghiale bianco e i suoi cavalli di battaglia (No time no space, Povera Patria…), e poi Alice – quella voce magnifica di Per Elisa – e poi Battiato e Alice insieme, tra Nomadi che cercano angoli della tranquillità e passeggiate sulla Prospettiva Nevski, come si fa a non pensare di poter fermare lì il tempo!

Per un istante, appunto, la durata di un concerto memorabile (sold out, da mesi) come quello appena chiuso, in un Auditorium della Conciliazione in visibilio, che non la finiva più di applaudire e chiedere ancora e ancora una canzone a un Battiato praticamente afono dopo oltre due ore di live.

Non ha perso il suo smalto, l’artista siciliano e, anche se non si offre più alle mani tese del pubblico, dopo la caduta che gli è costata una frattura, come ricorda scherzando, non si risparmia. Grazie a una spalla come Alice che mette i brividi con Il vento caldo dell’estate (solo lei può arrivare dove non si arriva, con la voce giù, giù e poi su fino al cielo, senza perdere il calore, senza mai perdere la raffinatezza e l’eleganza che l’hanno sempre contraddistinta), Franco non teme alcun male. Summer on a solitary beach è un tripudio e starsene seduti in platea è pressoché impossibile. Chi ce la fa ad aspettare che il maestro inviti il pubblico a cantare (lo fa su Cuccurucuccu), ma già ognuno ha perso (o ritrovato?) Il suo Centro di gravità permanente via dalle rosse poltrone, mentre l’orchestra, che accompagna il magnifico duo, si diverte come pochi.

E se La cura (preceduta dalla spiega di Franco che indica il cuore nella parte destra e poi sinistra del suo corpo, facendo la distinzione tra cuore della memoria e organo vitale) fa sciogliere tutti in tenerezza, La canzone dei vecchi amanti induce alla nostalgia, fino a che non arriva La stagione dell’amore che verrebbe ancora da cantare ondeggiando, come faceva un giovane Battiato nel famoso video del singolo. Chi ha perso i suoi Segnali di vita li ritrova ascoltando e vedendo (in spettacolari giochi di luce) l’artista che o si ama profondamente oppure non si capisce, nei suoi continui andare e venire, tra presente e trapassato. È un irrefrenabile Shock in my town, dove passano, complice Alice, ancora lenti, ma viventi, i treni per un’indimenticabile Tozeur.

@oriacicchinelli

 

 

SCALETTA:

Set Battiato:
“L’era del cinghiale bianco”
“Lo spirito degli abissi”
“No time no space”
“Shock in my town”
“Le nostre anime”
“Povera patria”
“La canzone dei vecchi amanti”
“La stagione dell’amore”
“La cura”

Set Alice:
“Dammi la mano amore”
“Tante belle cose”
“Il vento caldo dell’estate”
“Per Elisa”
“Veleni”
“Il sole nella pioggia”

Set Battiato e Alice:
“Nomadi”
“La realtà non esiste”
“Prospettiva Nevski”
“Summer on a solitary beach”

Set Battiato:
“Gli uccelli”
“Segnali di vita”
“Cuccurucucù”
“Centro di gravità permanente”

“L’animale”
“Bandiera bianca/Sentimiento nuevo (con Alice)”

Encore:
“Io chi sono” (solo Battiato)
“Stranizza d’amuri” (solo Battiato)
“I treni di Tozeur” (Battiato e Alice)

“E ti vengo a cercare” (Battiato e Alice)

 

 

Emma direttrice di Metro – Mercoledì 18 Dicembre 2013

emma

 

Esattamente due anni fa, la cantante salentina diresse per un giorno il nostro quotidiano. Ripercorriamo quei momenti insieme alle immagini e al numero storico di allora!

 

Fai clic per accedere a 20131218_Roma.pdf

“Io sono Paola Turci”

La prima vera tappa del tour teatrale di Paola Turci non poteva che avere come location Roma. Dopo la data zero a Chieti, la scelta della Capitale era quasi obbligatoria. Il pubblico caldissimo e caciarone, il posto totalmente rinnovato e la musica degli artisti che stanno calcando il palco del Quirinetta in questa stagione. Puntualissima (22:30 in punto) look total black, si è presentata in scena ripercorrendo con la sua band trent’anni di musica. Brani rivestiti talmente bene da sembrare nuovissimi. Forse per la modernità dei testi, ancora tutti attuali. Nel backstage, attendendo la cena, l’incontro con l’artista romana è stata l’occasione giusta per affrontare diversi temi (politica, talent, Pippo Baudo)… Tutto è partito da Mani giunte (brano del 2002), il brano che più si addice a questo momento storico…

Qual’è per lei il pezzo più attuale del suo repertorio?

Hai nominato Mani giunte, potrei essere d’accordo se facessimo un discorso legato all’evolversi dei personaggi. La storia non è cambiata da allora, sono mutati solo i commedianti. Quando parlavo di “soldi macchine e una donna al giorno, la possibilità di avere tutto e subito senza aver bisogno di essere mai perdonato” non mi riferivo solo a Berlusconi. Era il periodo della guerra in Iraq, con le immagini dell’11 Settembre ancora davanti agli occhi. Era una riflessione sul mondo che avrei lasciato ai miei figli e del quale avrei continuato a far parte. Ma se dovessi descrivere la mia carriera, il pezzo che sento più mio è sicuramente Stato di calma apparente. Fu il primo brano che scrissi.

Ha appena pubblicato un’antologia e un libro. Torniamo indietro con la memoria al 1989. Bambini la fece conoscere al grande pubblico, quello di Sanremo che in quegli anni faceva ascolti stratosferici. Cosa rimane di quella polvere bianca cantata nel brano?

La polvere bianca? C’è ancora, la gente non lo sa oppure è troppo impegnata a guardare altrove. L’Occidente che chiude gli occhi davanti ai desaparecidos, a chi trasforma i bambini in soldati, a chi permette lo sfruttamento minorile (non solo sessuale). L’Occidente che specula sulla pelle del più debole. Le armi, la prostituzione, la droga… E’ l’infanzia negata. Chi non vive un’infanzia serena non potrà mai avere pace interiore. Io ho sempre cercato di mettere in musica i miei pensieri e le storie, anche quelle più scomode.

Abbiamo sfiorato l’argomento Sanremo. La sua carriera è legata a doppio filo con il Festival. Quanto manca un personaggio come Pippo Baudo alla rassegna canora?

Pippo Baudo è il Festival di Sanremo (detto da lei che ha partecipato come esordiente negli anni presentati da Carlucci, figli d’arte e Dorelli vale come attestato di stima incondizionata). Lui sa fare tutto. Si dice sempre sia un gran professionista. Lui è di più. Io ho lavorato con Baudo, un conoscitore così attento alla musica e ai giovani non l’ho mai incontrato. Anche se parlassimo di lui solo come un grande presentatore. Nessuno può o potrà mai reggere il confronto.

Come giudica la decisione di certi suoi colleghi di avvalersi di cantanti giovani per “invecchiare decentemente” ? Parliamo di De Gregori, Venditti. Non sarebbe meglio rimanere fedeli a se stessi?

Non so rispondere a questa domanda perchè non ho una conoscenza approfondita del tema. Ma non giudico negativa a priori la scelta. Non sempre ciò che esce dai talent è da buttare. Anzi, tante belle voci popolano il mercato discografico! Se qualche mostro sacro sceglie la strada della collaborazione, anche solo per fini pubblicitari, non reca danno a nessuno. La musica è totalmente anarchica. Io stessa scrissi e cantai Mani giunte con un altro nome (Fuck u) insieme a J-Ax degli Articolo 31. Loro la inserirono in un loro album (Domani smetto), solo successivamente la pubblicai…a modo mio.

La cena è arrivata! Un pasto frugale prima di salire sul palco. La Turci è scatenata. Voce perfetta e band di valore. Ventidue pezzi (scaletta in foto) tra i più conosciuti. Tra i bis Mi chiamo Luka (cover di Luka di Susanne Vega) anno 1988. Ma ieri più che Susanne Vega, Paola (groove e rock amalgamati) sembrava Patti Smith!

@100CentoGradi

 

Babbo Natale non viene da Nord

 

Piccola ma doverosa premessa: Chi non ama la commedia napoletana (salernitana in questo caso…) è pregato di astenersi dalla visione di questo film. Chi non ama il teatro e il cinema dei vari Salemme, Buccirosso non apprezzerà il vero film di Natale. Il classico cinepanettone all’italiana diventa un love budget, una fiaba magica che stupisce e fa ridere dal primo all’ultimo istante. Il ritorno dietro alla macchina da presa di Maurizio Casagrande è un successo preannunciato. Lui “prestidigitatore” con figlia canterina al seguito tra amnesie, travestimenti e mille equivoci. Lui e Giampaolo Morelli come Totò e Peppino (con il dovuto rispetto…) del terzo millennio. Tutto nasce in un giardino incantato, pieno di luci colorate dove una bimba spaventata dalla vista di Babbo Natale, si lascia convincere ad ascoltare una storia. Quella del “nostro” Santa Claus, padre irresponsabile ma abilissimo prestigiatore e rubacuori. La figlia India interpretata da Annalisa Scarrone cerca di redimerlo andando a passare le feste di Natale con lui. La ragazza è una cantante di talento ma di scarso successo; nel film è la sosia proprio di …Annalisa, famosissima cantautrice. Un incidente cambierà completamente le sorti del suo soggiorno e quelle di un centro educativo per bambini disagiati nel quale il protagonista si ritrova coinvolto suo malgrado. A farla da padrone sono le continue battute dei due personaggi chiave. La Scarrone colpisce con la sua arma migliore: la voce. Aldilà dei gusti personali, ha stoffa da vendere e discograficamente parlando è giunta al quarto disco (tutti vendutissimi). La scelta della cantante anziché di un’attrice convenzionale come protagonista femminile è presto spiegata dallo stesso regista :”Annalisa somiglia mostruosamente a mia sorella quando eravamo piccolini. Appena l’ho vista, ho sentito subito un’aria di famiglia: i suoi occhioni, il suo visino delicato, una certa dolcezza che non perde nemmeno quando è arrabbiata. C’era bisogno nel film di una ragazza giovane, fresca, simpatica e con una bellissima voce. Tutte queste doti le ho trovate in lei”. I battibecchi tra Morelli e Giangrande, intanto, proseguono anche in conferenza stampa e si continua a ridere come se il film fosse ancora in proiezione. C’è da divertirsi questo Natale. Da domani nei cinema.

Al termine della proiezione il saluto di Annalisa ai lettori di Metro!

100CentoGradi

 

 

Miss Roma 2015-L’anteprima

Passerella per la fascia di Miss Roma 2015 stamane alle 11,30 al Teatro Centrale dove sono state presentate le aspiranti Miss. Dodici bellezze in passerella, ognuna con il suo sogno. Dodici ragazze semplici, eleganti e giovanissime. Tra loro anche una mamma, Claudia Guidi, diplomata al liceo classico, con bimbo di venti mesi (il piccolo Edoardo). Fisioterapista, romana, alta 1,80 m., capelli castani ed occhi celesti, Claudia rappresenta l’apertura alle ragazze over 25 voluta nella scorsa edizione da Patrizia Mirigliani, presente anche lei alla selezione odierna. Da più di vent’anni, invece, la manifestazione nazionale accetta mamme e donne sposate. Lontani i tempi della squalifica a Mirka Viola (era il 1987…)

Il concorso è nell’ambito delle finali regionali che precedono il più celebre Miss Italia giunto alla sua 76ma edizione. A fare gli onori di casa, oltre alla lady Mirigliani, Margherita Praticò e Stefano Raucci di Radio Radio.

L’elezione di Miss Roma 2015 si terrà giovedì 16 luglio alle 22, sempre al Centrale

 

 

 

“la madre” il mio primo libro!

Eccoci! In tutte le libreria ARION di Roma ci siamo! Esposto in bella vista il mio racconto lungo, edito dalla NED di Pierpaolo Mocci, vi aspetta! Una lettura semplice (ma non semplicistica) e veloce (ma non superficiale) che saprà regalarvi un’emozione duratura… Prezzo di copertina? 6 euro e diritti d’autore assolutamente in beneficienza: alla casa famiglia del Protettorato San Giuseppe di via Nomentana che si occupa di mamme in difficoltà!

I disegni (una vera opera d’arte) sono della giovane e talentuosa illustratrice Martina Rossi, allieva della storica Scuola Romana dei Fumetti di Stefano Santarelli & Co. La prefazione dell’attore Maurizio Battista e l’introduzione del noto psichiatra-scrittore Elio Sena.

Lo abbiamo presentato con successo al Caffè Letterario (il 7 maggio), poi a Spoleto (il 14, in una gremita sala di Palazzo Mauri, ospiti del Comune e dell’Assessore alla Cultura Gianni Quaranta, premio Oscar per la sceneggiatura) e, infine, alla ARION Montecitorio il 18 maggio. L’attrice Cinzia Mascoli ci ha sempre accompagnato con le sue letture emozionanti e lo farà ancora in Giugno, quando “la madre” sarà ancora protagonista di una serata all’Isola Tiberina…

Vi aspetto, tutti!

Gli anni de Il Messaggero – 1995

Il Messaggero Cronaca di Roma Lunedi’ 17 07 1995 Il “caso” sollevato dall’ attrice Dalila Di Lazzaro,che da single ha chiesto di adottare un minore, tiene banco
Il Messaggero Lunedi’07 08 1995 Inchiesta sulla Chiesa e disoccupazione
Il Messaggero Lunedi’07 08 1995 Inchiesta sulla Chiesa e disoccupazione
Il Messaggero Cronaca di Roma Venerdi’ 25 08 1995 Rita Pavone compie 50 anni.Intervista, per certi versi storica. La stessa “Pel di carota” la ricorda, affettuosamente, sul suo sito http://www.ritapavone.it

Gli anni de Il Messaggero – 1996

Il Messaggero Cronaca di Roma Venerdi’23 02 1996 A Roma scoppia la bocce-mania
Il Messaggero Cronaca di Roma Venerdi’12 04 1996 Il mitico Albertone…
Il Messaggero Cronaca di Roma Domenica 05 05 1996 Agli esordi ma già idolatrato …è Raoul Bova
Il Messaggero Cronaca di Roma Venerdi’31 05 1996 Il fenomeno del momento è Gianluca Grignani
Il Messaggero Cronaca di Roma Domenica 07 06 1996 Il piccolo Gianluca Sciortino esce dal coma ascoltando Antonello Venditti
Il Messaggero Cronaca di Roma Venerdi’05 07 1996 Non ancora deputato ma già con idee chiare.E’ Vladimir Luxuria.
Il Messaggero Cronaca di Roma Domenica 21 07 1996 Le confessioni estive di Monica Vitti
Il Messaggero Cronaca di Roma Domenica 18 08 1996 La rivelazione di “Viaggi di nozze” è Cinzia Mascoli
Il Messaggero Cronaca di Roma Domenica 25 08 1996 Primi passi nel mondo dello spettacolo per Fanny Cadeo