Battiato e Alice – L’esordio a Roma

 

…E per un istante ritorna la voglia di vivere a un’altra velocità.

Sentire Battiato che attacca subito con L’era del cinghiale bianco e i suoi cavalli di battaglia (No time no space, Povera Patria…), e poi Alice – quella voce magnifica di Per Elisa – e poi Battiato e Alice insieme, tra Nomadi che cercano angoli della tranquillità e passeggiate sulla Prospettiva Nevski, come si fa a non pensare di poter fermare lì il tempo!

Per un istante, appunto, la durata di un concerto memorabile (sold out, da mesi) come quello appena chiuso, in un Auditorium della Conciliazione in visibilio, che non la finiva più di applaudire e chiedere ancora e ancora una canzone a un Battiato praticamente afono dopo oltre due ore di live.

Non ha perso il suo smalto, l’artista siciliano e, anche se non si offre più alle mani tese del pubblico, dopo la caduta che gli è costata una frattura, come ricorda scherzando, non si risparmia. Grazie a una spalla come Alice che mette i brividi con Il vento caldo dell’estate (solo lei può arrivare dove non si arriva, con la voce giù, giù e poi su fino al cielo, senza perdere il calore, senza mai perdere la raffinatezza e l’eleganza che l’hanno sempre contraddistinta), Franco non teme alcun male. Summer on a solitary beach è un tripudio e starsene seduti in platea è pressoché impossibile. Chi ce la fa ad aspettare che il maestro inviti il pubblico a cantare (lo fa su Cuccurucuccu), ma già ognuno ha perso (o ritrovato?) Il suo Centro di gravità permanente via dalle rosse poltrone, mentre l’orchestra, che accompagna il magnifico duo, si diverte come pochi.

E se La cura (preceduta dalla spiega di Franco che indica il cuore nella parte destra e poi sinistra del suo corpo, facendo la distinzione tra cuore della memoria e organo vitale) fa sciogliere tutti in tenerezza, La canzone dei vecchi amanti induce alla nostalgia, fino a che non arriva La stagione dell’amore che verrebbe ancora da cantare ondeggiando, come faceva un giovane Battiato nel famoso video del singolo. Chi ha perso i suoi Segnali di vita li ritrova ascoltando e vedendo (in spettacolari giochi di luce) l’artista che o si ama profondamente oppure non si capisce, nei suoi continui andare e venire, tra presente e trapassato. È un irrefrenabile Shock in my town, dove passano, complice Alice, ancora lenti, ma viventi, i treni per un’indimenticabile Tozeur.

@oriacicchinelli

 

 

SCALETTA:

Set Battiato:
“L’era del cinghiale bianco”
“Lo spirito degli abissi”
“No time no space”
“Shock in my town”
“Le nostre anime”
“Povera patria”
“La canzone dei vecchi amanti”
“La stagione dell’amore”
“La cura”

Set Alice:
“Dammi la mano amore”
“Tante belle cose”
“Il vento caldo dell’estate”
“Per Elisa”
“Veleni”
“Il sole nella pioggia”

Set Battiato e Alice:
“Nomadi”
“La realtà non esiste”
“Prospettiva Nevski”
“Summer on a solitary beach”

Set Battiato:
“Gli uccelli”
“Segnali di vita”
“Cuccurucucù”
“Centro di gravità permanente”

“L’animale”
“Bandiera bianca/Sentimiento nuevo (con Alice)”

Encore:
“Io chi sono” (solo Battiato)
“Stranizza d’amuri” (solo Battiato)
“I treni di Tozeur” (Battiato e Alice)

“E ti vengo a cercare” (Battiato e Alice)

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...