Soundreef può raccogliere i diritti per il copyright in Italia. Ma la Siae non molla

“Il monopolio non esiste più. È stato sconfitto anche nella musica” Un raggiante Davide D’Atri, fondatore e ad di Soundreef ha potuto dichiararlo nel corso della conferenza stampa svoltasi stamattina all’Alcazar di Roma. E ha tutti i motivi per esultare. A tutti gli effetti una piccola società ha abbattuto il dominio monopolistico ultracentenario della SIAE nella raccolta dei diritti d’autore. “Da oggi -ha proseguito D’Atri-, anche società private come Soundreef possono operare in piena legalità e, si spera, a pari condizioni sul mercato italiano”. Al suo fianco, nelle battaglie e incalzato dalle domande del giornalista Ernesto Assante, il cantautore Fedez, tra i primi grandi nomi che hanno aderito alla società di “collecting” nata nel 2011 e che si è fatta “portabandiera” della liberalizzazione. Nei giorni scorsi è stata ufficializzata l’iscrizione a Soundreef di artisti del calibro di Enrico Ruggeri, J-Ax e 99 Posse.. In precedenza avevano aderito Fedez appunto, , il maestro Adriano Pennino ed oltre 11.000 autori italiani. Fedez ha mantenuto un profilo più basso (“altrimenti mi querelano, o almeno minacciano anche se non lo fanno mai”, ha dichiarato) salvo poi lasciarsi andare:

Ho creduto fin dall’inizio nel progetto dei ragazzi di Soundreef. Ero consapevole delle difficoltà cui saremmo andati incontro ma sapevo che si doveva rompere un monopolio e un sistema che agevolava pochi soggetti e i soliti. Sono contento di poter rivendicare di essere stato in prima linea con Soundreef in questa battaglia tra Davide e Golia che alla fine ci ha visti tagliare il traguardo nonostante gli ostacoli che hanno cercato di metterci davanti

Doti da dribblatore per il “gemello” di J Ax quando qualcuno gli chiede della sua vita privata.  È diplomatico ma risponde per le rime. “La Ferragni è la mia intifada? (nel testo di Sconosciuti da una vita viene usato questo paragone). Licenza poetica, ma non è questa la sede”. Proprio no, almeno non dove per la prima volta la musica italiana non è più schiava.

Dal canto suo, la Siae “esprime sconcerto per quanto emerso oggi nel corso della conferenza stampa organizzata da Soundreef per annunciare l’accordo con Lea. La gestione collettiva del diritto d’autore è un argomento serio, frutto di battaglie condotte per anni dagli autori ed editori per una loro sempre maggiore tutela. Non si è mai vista una organizzazione di autori ed editori “telecomandata” da una società a scopo di lucro, che non rispetta la trasparenza, i controlli e gli obblighi imposti dalla legge. La tutela del diritto d’autore non è una attività che si improvvisa con una associazione no profit creata ad hoc, in evidente conflitto di interessi – di cui Soundreef è cliente e fornitore – e presieduta da un consigliere di amministrazione di Soundreef stessa. Per questo siamo certi che le Istituzioni e le Autorità preposte verificheranno questa evidente finzione”.

La battaglia iniziata quattro anni orsono sembra continuare.

PIERLUIGI CANDOTTI

 

 

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