Solo amore. È la notte di Renga

Non poteva esserci luna migliore a salutare la tappa romana dello Scriverò il tuo nome Tour, la sessione estiva dei concerti di Francesco Renga. Meravigliosa, tra le nuvole: proprio come nella sua canzone più famosa. Ed era piena, bella, a illuminare una tra le serate più umide dell’anno. Nelle tribune della Cavea, nell’ormai consueto spazio all’aperto fornito dall’Auditorium, l’effetto non si notava molto ma in platea tra palloncini a forma di cuore e immancabili selfie, il connubio planetario-canzonettiero ha regalato uno spettacolo notevole. Il pubblico, perlopiù formato da ragazze in visibilio ha accompagnato il cantante friulano in una carrellata di successi. La partenza (un quarto d’ora di ritardo accademico) con il maxischermo proiettante il video del pezzo che dà il nome al tour (e all’ultimo lavoro discografico) poi la dichiarazione dell’artista:” Siete voi a darmi la forza, non posso più farne a meno. Questa sarà una serata dedicata all’amore che quasi mai è un momento felice. Ma come in tutte le situazioni della vita bisogna godere degli attimi. Io, questa serata, me la godrò appieno. Oggi sto bene”. A nessuno sfugge il gossip (non è una fortuna) e quest’estate l’ex di Renga, Ambra Angiolini viene paparazzata con l’allenatore juventino Allegri. Lui accarezza l’argomento e prima di intonare il brano vincitore di uno dei Festival più sfortunati della storia (non come ascolti ma come fatti accaduti durante quell’interminabile settimana di marzo 2005) ne esce da gran signore. “Non sono stato fortunato, ma ho avuto in dono una splendida figlia. Per lei scrissi Angelo“. Così facendo, fuga ogni dubbio sulla reale dedica del pezzo; anni fa si pensava fosse stato scritto per la compagna. Le canzoni più acclamate? Il mio giorno più bello nel mondo, Vivendo adesso e A un isolato da te tutti brani tratti dal penultimo lavoro di Renga. Dall’ultimo disco Guardami amore e la chiusura con L’amore sa hanno ottenuto il maggior numero di voci in coro. Ma moltissimi singoli che sembravano dimenticati sono stati rispolverati. Ed erano tutti successi nell’airplay radiofonico. Il brano più emozionante? Quello, forse, meno conosciuto: Sulla pelle, testimonianza di un periodo storico allucinante, con il refrain …e la vita intanto passa te la senti sulla pelle, è un brivido veloce ma quando te ne accorgi è già dietro alle tue spalle

@100CentoGradi

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