Pino Daniele Il tempo resterà

L’affermazione più vera dopo una proiezione che un brivido via l’altro ha regalato fino a far affiorare le lacrime ai fortunati spettatori della prima de Il tempo resterà l’ha regalata Claudio Amendola (voce narrante nel documentario dedicato a Pino Daniele). L’attore romano, pungolato da un cronista sull’eterna rivalità tra la Capitale e Napoli ha affermato che: “Prima di Pino, Napoli veniva vista da noi romani, ma anche dal resto d’Italia come una città dai mille luoghi comuni. Non potevi parlare di Napoli senza associarle la camorra, il colera, il terremoto. Tutti questi stereotipi da stadio che lui e il suo gruppo hanno fatto cadere”. La musica unisce, quella dei Napoli Centrale (gruppo fondato nel 1975 da James Senese) è stata la prima rivincita per un Sud martoriato. L’artista ha raccontato di quando Pino volle unirsi a lui e a Franco Del Prete per suonare il basso, ma essendone sprovvisto dovette averlo in regalo dallo stesso Senese. Un’amicizia durata fino alla scomparsa, in quel maledetto gennaio di due anni fa. Carriere divise, poi riunite e uno storico concerto davanti a 200mila persone, in piazza del Plebiscito a Napoli. Era il 19 settembre 1981, l’anno dell’Irpinia. Pino, James, Tullio, Tony, Joe. E l’anima di Napoli a cantare con loro. Il cuore? Troppo utilizzato, come recita Alessandro Siani in un altro momento toccante del docufilm. Pino si è speso fino all’ultimo, era al concerto di Capodanno poche ore prima di salire su una nuvola a far compagnia al suo storico amico Massimo Troisi. Giorgio Verdelli, regista del film ha unito immagini di repertorio, parecchie inedite, e ricordi da parte di compagni di viaggio. La commozione, si diceva. Ma la musica, soprattutto. Impossibile citare tutti i brani presenti. Certo, quando parte Je so’ pazzo oppure Napule è o ancora Quando non si riesce ad ascoltare solamente. Ma anche in Maggio se ne va (brano del 1982) o Schizzechea e in mille altri pezzi c’è tutta Napoli, c’è tutto Pino. E quello che ha lasciato in eredità. Noi tutti siamo destinati a passare ma il tempo resta. Resta e torna. No, non si può proprio non amare Napoli. Napule è mille culure,. Napule è mille paure. Napule è a voce de’ criature. che saglie chiane chiane. E tu sai ca nun si sule

@100CentoGradi

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