Weekend con Alice

Da poco raggiunta la vetta dei sessant’anni (avete letto bene!), cinquanta dei quali passati su un palcoscenico, la signora Bissi è giunta al secondo album interamente autoprodotto.

Rotto il sodalizio con le major (ultima la WEA) Alice si presenta con un disco dove la sua voce si esprime in mille tonalità e sfumature diverse. L’amico di sempre, Franco Battiato, Luca Carboni e Paolo Fresu la accompagnano.

L’ho incontrata alla Feltrinelli di Via Appia Nuova a Roma.

“Ho scritto l’album cercando di trasmettere positività, speranza, allegria. Non è facile, in questo periodo, specialmente toccando temi importanti e impegnativi come ho fatto io.

“Il disco si intitola Weekend proprio perché è stato realizzato suonando esclusivamente nei fine settimana tra il Settembre 2013 e il Settembre 2014. Un brano del cd (Veleni) lo presentai alle selezioni del Festival di Sanremo nel Febbraio scorso. A posteriori posso sostenere che sia stata una fortuna il non essere ammessa. Durante la prima serata, infatti, è venuta a mancare mia madre. Non sarei assolutamente salita su quel palco. In certi casi la frase “the show must go on” non ha alcun senso.

“Tengo molto a questo disco, anche perché c’è per l’ultima volta il filosofo Manlio Sgalambro, un amico prima che un maestro di vita per me e per Franco”.

Battiato è presente in ben quattro tracce del cd.

A margine dell’incontro spazio alle domande.

A una battuta fatta da un fan (sulla sua idiosincrasia ad incontrare il pubblico) Alice ha ricordato che, nel corso di una festa dell’Unità a Roma, venne assalita da un uomo che tentò in tutti i modi di baciarla. Lei, pur riuscendo a divincolarsi, iniziò ad avere terrore del contatto troppo ravvicinato.

Il mio ultimo ricordo di un concerto di Alice risale all’epoca in cui lavoravo per il Messaggero: ero all’Auditorium Parco della Musica con il mitico Paolo Zaccagnini, seconda fila centrale. Lei, pallida, eterea, cantava appoggiandosi a uno sgabello di sguincio,  la voce flebile, ma dolce come una carezza, si ruppe a mo’ di vaso di cristallo, e un istante dopo Alice era a terra, riversa sulle tavole del palcoscenico. Gelo in sala. Poi Zac si alza e corre (si fa per dire!) verso il sipario che sta per chiudersi sui soccorritori arrivati sul posto con un po’ di ritardo.

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