Venezia 2025

Venezia 2025 i film in concorso

L’82esima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia 2025 si preannuncia scoppiettante, già dai titoli presenti nel programma dei film in Concorso e non solo. Film che saranno accompagnati da star internazionali del calibro di Julia Roberts e George Clooney.

Tutti i film in concorso a Venezia 82

Azione, politica e amore gli ingredienti che si mescolano nel grande calderone della kermesse lagunare. I titoli: *The Wizard of the Kremlin*: un giovane regista russo diventa consigliere di Vladimir Putin mentre sale al potere nella Russia post-sovietica, con Jude Law e Alicia Vikander.

*Jay Kelly*: storia di formazione sugli adulti con George Clooney e Adam Sandler.

*The Voice of Hind Rajab*: esplora l’uccisione di Hind Rajab.

*A House of Dynamite*: un gruppo di funzionari della Casa Bianca affronta un imminente attacco missilistico contro gli Stati Uniti, con Idris Elba e Rebecca Ferguson.

*Ri gua zhong tian*: storia di ex amanti che si incontrano dopo molti anni.

Il ritorno del vero Frankenstein e altre storie

*Frankenstein*: fedele all’essenza del romanzo di Mary Shelley, con Oscar Isaac e Jacob Elordi, racconta la storia di Victor Frankenstein che sfida la morte.

*Elisa*: storia di una ragazza di buona famiglia che è in carcere da 10 anni per aver ucciso la sorella, con Barbara Ronchi.

*À pied d’œuvre*: film di Valérie Donzelli. E, ancora, *Silent Friend*: storie raccontate dal punto di vista di un vecchio albero solitario in un giardino botanico, diretto da Ildikó Enyedi.

*The Testament of Ann Lee*: sulla leader religiosa Ann Lee che fonda lo Shaker Movement, con Amanda Seyfried e Thomasin McKenzie.

Padri e figli con Adam Driver

*Father Mother Sister Brother*: tre storie separate ambientate in paesi diversi, con Tom Waits e Adam Driver, che ruotano attorno alle relazioni tra figli adulti e genitori distanti. *Bugonia*: due giovani ossessionati dalle cospirazioni rapiscono la CEO di una grande azienda, convinti che sia un’aliena, con Emma Stone e Jesse Plemons.

Dalla Duse a Carmelo Bene

*Duse*: film sulla vita della diva italiana del palcoscenico, con Valeria Bruni Tedeschi. *Un film fatto per Bene*: sulla carriera di Carmelo Bene.

*Orphan*: rivolta ungherese del 1956. L’étranger: adattamento del romanzo di Albert Camus, diretto da François Ozon.

*Eojjeol suga eopda*: storia di un uomo disoccupato che escogita un piano per assicurarsi un nuovo lavoro ed eliminare la concorrenza, diretto da Park Chan-wook.

Tra Gianfranco Rosi e Sorrentino (che apre il Festival)

*Sotto le nuvole*: ambientato tra il Vesuvio e il paesaggio intorno, diretto da Gianfranco Rosi. –

The Smashing Machine: sulla vita del wrestler Mark Kerr, con Dwayne Johnson e Emily Blunt.

Nühai: diretto da Shu Qi. – *La grazia, una storia d’amore*: di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo.

Fuori concorso a Venezia con Julia Roberts e Andrew Garfield

Inoltre, ci sono film fuori concorso come: – *Il Maestro* con Pierfrancesco Favino

*After the Hunt* di Luca Guadagnino con Julia Roberts e Andrew Garfield.

*Chien 51* di Cédric Jimenez con Gilles Lellouche e Adèle Exarchopoulos

*In the Hand of Dante* di Julian Schnabel con Oscar Isaac e Gal Gadot

*Dead Man’s Wire* di Gus Van Sant con Bill Skarsgård e Colman Domingo –

*L’isola di Andrea*, anch’esso fuori concorso, distribuito da Europictures .

The Joshua Tree Tour 2017, gli U2 stregano Roma

Trent’anni. Praticamente una vita fa. Trent’anni e non sentirli, nonostante il mondo sia totalmente cambiato. O meglio non esista più. 1987, il muro di Berlino (tanto per semplificare il ragionamento) era ancora in piedi e sarebbe crollato due anni e mezzo dopo. The Joshua Tree, capolavoro degli U2, dunque, ritorna dirompente nel 2017. E si erge ancora una volta a disco sublime e imprescindibile in ogni collezione discografica. Bono & co. sono tornati a Roma per due sere nell’ambito dei festeggiamenti. Il trentennale in The Joshua Tree Tour 2017. Mancavano dalla Capitale, in verità, da “soli” 7 anni, ma la memoria collettiva dei presenti viaggiava alla magica notte del 27 maggio 87, allo Stadio Flaminio (ebbene sì, l’ormai fatiscente struttura in quel periodo vide passare autentici mostri sacri del rock…) quando la band irlandese diventò a tutti gli effetti paladina di un nuovo modo di suonare. Troppo superiore alla media il suono della chitarra di The Edge, troppo incisivo il Fender Jazz Bass di Adam Clayton. E del suono della batteria di Larry Mullen Jr.? Poi… Bono Vox che non si può e non si deve discutere. Ebbene, come in quella notte lontana anni luce, Roma ha respirato. Ha ballato, cantato e riflettuto. Forse i monologhi-sermoni del leader sono apparsi ripetitivi; addirittura il Guardian l’ha preso di mira lanciando strali inequivocabili:” Tra uno show di beneficenza e l’altro – si legge sul quotidiano britannico – ha spostato la residenza fiscale nelle Antille, con buona pace delle sue battaglie terzomondiste”.  Ieri sera Bono ha ringraziato la Guardia costiera italiana per aver salvato migliaia di vite durante gli sbarchi degli immigrati, prima di intonare Miss Sarajevo (ribattezzata Miss Syria) con l’eco della voce di Luciano Pavarotti, incisa su disco nel 1995. Poi un crescendo fino alla ballad più famosa: One, capace di sciogliere anche i cuori più freddi. Nella prima parte del live, sono state riproposte tutte le tracce del disco, aggiungendo le immancabili Sunday Bloody Sunday e Pride (in the name of love). Due ore piene di musica. Acustica perfetta (a Roma è un miracolo) tanto che chi stava seduto in Monte Mario aveva quasi l’effetto di essere in un acquario. Le voci provenienti dal prato parevano quasi soffocate anche se (c’è da giurarci) erano tutti in visibilio. Il momento più toccante? Mothers of the Disappeared, con le immagini delle donne che più hanno fatto la storia. Anche Rita Levi Montalcini e una giovanissima Patty Smith tra le tante. E proprio durante questo pezzo, Bono ha scelto una ragazza in prima fila per accompagnarlo durante l’esibizione. Fece lo stesso nell’87 ma, in quell’occasione, fece salire una teenager vedendola in difficoltà e offrendole un bicchiere d’acqua. Il live, che ha visto la presenza sugli spalti tra gli altri di Luciano Ligabue, Marina Rei e Paolo Sorrentino, è stato aperto da una fenomenale esibizione di Noel Gallagher. Per i puristi e i soloni poteva anche bastare lui. Ma gli U2 sono riusciti a mettere tutti d’accordo. Per il cinquantennale saremo ancora tutti qui. A… Bono piacendo

Scaletta

Sunday Bloody Sunday

New Year’s Day

A Sort of Homecoming

Pride (In the Name of Love)

Where the Streets Have No Name

I Still Haven’t Found What I’m Looking For

With or Without You

Bullet the Blue Sky

Running to Stand Still

Red Hill Mining Town

In God’s Country

Trip Through Your Wires

One Tree Hill

Exit

Mothers of the Disappeared

Miss Sarajevo

Beautiful Day

Elevation

Vertigo

Mysterious Ways

Ultraviolet (Light My Way)

One

@100CentoGradi