Gradevole commedia sul sesso prima, durante e dopo i figli. Soprattutto, come promesso dal titolo, dopo. Il sesso come pretesto per raccontare la scarsissima solidità di tre coppie alle prese con l’arrivo di un bimbo. Le loro defaillance, il loro affiatamento che viene meno giorno dopo giorno. Ma sarà solo colpa del nuovo arrivato? Il film (come troppo spesso accade) prende spunto da un’altra opera. Il libro “Patatrac-il sesso dopo i figli”. Stavolta, fortunatamente, l’autore e lo sceneggiatore sono la stessa persona.
Ed è un film nel film. Il documentario che il protagonista sta montando e il racconto delle coppie indagate. C’è anche un pizzico di tradimento. Da parte maschile. Tutti i protagonisti si ritrovano a casa di una prostituta alla ricerca di quello che la compagna non dà più. O forse non ha mai dato….
Le badanti
Le macchine parcheggiate sul viale che portava alla sede della proiezione erano tappezzate di cartoline pubblicizzanti il film. Iniziativa davvero carina. Eravamo pronti ad assistere a qualcosa di veramente gradevole e simpatico. Ma i problemi tecnici (audio e video di pessima qualità per mancati collegamenti con il grande schermo, con conseguente maxi ritardo nella proiezione) avrebbero dovuto suonare come campanello d’allarme. Imperterriti, non l’abbiamo data vinta alla tecnologia. Per nulla al mondo avremmo voluto perderci questo prodotto made in Veneto con sottotitoli in inglese (quando, per parecchie scene, sarebbero serviti quelli in italiano, con buona pace di Zaia e secessionisti vari).
È la storia di tre badanti extracomunitarie senza permesso di soggiorno (Irina, Carmen e Lola… complimenti alla fantasia) venute in Italia a cercar fortuna (nel 2015?) e ben presto ritrovatesi a scappare da feste di lusso e uomini troppo gelosi. Si ritrovano tutte, per un curioso caso del destino, in una casa di riposo per anziani dove vivono tre uomini e tre donne. Scherzi idioti fatti dagli attempati signori fanno vacillare le tre ragazze che sono costrette, loro malgrado, a dover affrontare anche il fallimento dell’ospizio e a cercar fondi facendo collette.
L’idea del film era pessima, la riuscita è tremenda. A tratti sembra di assistere a un video amatoriale (neanche ben recitato).
Si cerca di strizzare l’occhio ad Amici miei atto terzo e alla fiction Villa Arzilla, con risultati devastanti.
Non si ride, non si riflette, non si piange (anche se ce ne sarebbe bisogno).
Per fortuna, dopo i titoli di coda, ottimo buffet e ottimi vini. Non per chi vi scrive (astemia da sempre).
La Madre Foto, presentazioni e interviste
https://www.youtube.com/watch?v=3CP1XZXTNCc Buongiorno Regione Lazio (Tg3)
https://www.youtube.com/watch?v=vZyy1Xx4JGg Radio Popolare Roma
https://www.youtube.com/watch?v=vAxRY7vhIqA Radio Roma Capitale
https://www.youtube.com/watch?v=NcRB2qNoVxk Tele Radio Più
https://www.youtube.com/watch?v=-qwzpux63UY Radio Città Futura
https://www.youtube.com/watch?v=YaL_JWhPrz8 Rai Isoradio
https://www.youtube.com/watch?v=0DOgMpG-ZMo Orietta Cicchinelli presenta la madre a Eutropia Festival di Roma
https://www.youtube.com/watch?v=ZnAn8k4AvHs Radio Vaticana
https://www.youtube.com/watch?v=n84Xy8KGjZg Radio Roma Capitale
https://www.youtube.com/watch?v=LFPiS_YU55k Orietta Cicchinelli a Lungo il Tevere…Roma presenta la madre (1°pt)
https://www.youtube.com/watch?v=WKkgP-lMqSk Orietta Cicchinelli a Lungo il Tevere…Roma presenta la madre (2°pt)
https://www.youtube.com/watch?v=KfROx729Das Orietta Cicchinelli ospite a Radio Radio in “Viva la domenica” con Bruno Ripepi
https://www.youtube.com/watch?v=fhLWXHlLs24 Orietta Cicchinelli a Radio Città Aperta
La Madre Tutta la Rassegna Stampa
Altri articoli su http://m.funweek.it/roma/eventi/presentazione-libro-la-madre-di-orietta-cicchinel.php
http://tuttoteatro.blogspot.it/2015/05/presentazione-del-libro-la-madre-di.html?m=1
The Salvation
Le sparatorie negli Stati Uniti. Anno di (dis)grazia 1870, colonizzatori e fuorilegge a fronteggiarsi. L’immigrato danese Jon, in treno con moglie e figlio di dieci anni (stuprata la prima e sgozzato il secondo) costretto a far fuori gli autori degli orrendi crimini. Da lì in poi un susseguirsi di fucilate, uomini legati a pali oppure chiusi vivi in bare di legno. In primo piano Jon e lo spietato colonnello Delarue con il primo intento a vendicarsi e il secondo a uccidere chiunque capiti a tiro. Preti, sindaci, donne anziane (uccise anche loro, tanto per non farci mancare nulla) e uomini disarcionati da cavallo. Visto così potremmo parlare di un film da perdere assolutamente. Se poi vogliamo metterci la morale (da due soldi) della forza dell’uomo costretto dalla sofferenza a cercar vendetta, il discorso cambia. In peggio.
Io, Arlecchino
Televisione e cinema. Ma soprattutto teatro. Arlecchino in scena, in una rappresentazione che vede padre e figlio nello stesso ruolo, ma con tempi diversi. Giorgio Pasotti, presentatore di un talkshow strappalacrime corre in un piccolo paesino del Nord, al capezzale del padre (il grande Roberto Herlitzka), ricoverato in ospedale. Ammalato di tumore vuole comunque recitare con la piccola compagnia teatrale del paese, mettendo in scena spettacoli di Commedia dell’Arte.
Il dilemma del figlio è quello di scegliere tra il ritorno alle origini e la sua professione. Sarà possibile conciliare i due mondi?
Non è propriamente una commedia, ma si sorride con un pizzico di commozione.
Al cinema dall’11 Giugno
Fuori dal coro
Un po’ pulp. Forse troppo. Un po’ splatter. Forse troppo. Un po’ comico. Forse (anzi, sicuramente) troppo poco. L’opera prima di Sergio Misuraca, incentrata sulla disavventura di uno zio e un nipote che devono recuperare una busta contenente denaro falso (lo si intuisce subito), misteriosamente scomparsa, e sfuggire a una serie di loschi figuri, lascia sorpresi. E non piacevolmente. Il verso a Scorsese, Tarantino… Addirittura a Maurizio Merli (citato anche nel film).
Sembra tutto già visto, anche le numerose sparatorie non creano suspense né tantomeno scariche di adrenalina. Eppure i presupposti per realizzare una pellicola fatta bene c’erano tutti.
Il ritorno in Sicilia di Misuraca, gli anni passati a lavorare in un prestigioso ristorante di Hollywood come cuoco di Robert De Niro (chapeau…) e, poi, come comproprietario, preparando per lui gli spaghetti aglio e olio, avrebbero dovuto insegnare al regista non solo l’arte culinaria, ma magari qualcosa in più su come si fa una buona sceneggiatura, fondamento di ogni buon film. Poi, però, la scoperta che il cuoco aveva dei documenti falsi e la conseguente “espulsione” in Sicilia, dove il nostro ha aperto un ristorante messicano, ha, forse, fatto dimenticare a Misuraca i buoni insegnamenti del vecchio Bob.
“È vero, ho cucinato per lui, ma non mi sono mai azzardato a chiedergli di fare un film insieme: avevo troppa paura di perdere il posto”.
Così il regista siciliano. Forse avrebbe dovuto osare. Tanto più che De Niro non ha neppure visto il film. “Non gliel’ho chiesto”. Troppa paura. Alla prossima, magari con meno azione e più… coralità.
Sei vie per Santiago Walking the Camino
Vedere un film seduti accanto alla regista. Privilegio di pochi. Ma è accaduto stamattina alla presentazione del documentario di Lydia B. Smith. Un percorso autobiografico (lei stessa fece il Cammino nel 2008). Cammino con la C rigorosamente maiuscola. Ben 800 chilometri in un mese. Tanta è la distanza percorsa da milioni di pellegrini ogni anno per giungere al Santuario di Compostela presso cui ci sarebbe la tomba dell’ Apostolo Giacomo il Maggiore. Pensare poi che le strade francesi e spagnole percorse siano state dichiarate Patrimonio dell’Unesco, rende tutto più mistico e affascinante.
La pellicola racconta la storia di persone di diversa età (da 3 a 73 anni) e nazionalità. Da Annie a Misa, passando per Sam sino ad arrivare al piccolo figlio di Tatiana. Storie che s’intrecciano, da chi parte con un biglietto di sola andata e senza cellulare, a chi si considera fortemente spirituale. Ma anche chi è ateo o affetto da depressione cronica confida nella salvezza derivante dal lungo percorso. Paesaggi e panorami mozzafiato mescolati alla fatica fisica fanno venir voglia allo spettatore di provare a confrontarsi con se stesso. Specialmente quando il dolore (negli occhi di Tomas, soprattutto) aumenta a ogni singolo passo.
Il film, pluripremiato, arriverà nella sale italiane tra pochi giorni.
“la madre” il mio primo libro!
Eccoci! In tutte le libreria ARION di Roma ci siamo! Esposto in bella vista il mio racconto lungo, edito dalla NED di Pierpaolo Mocci, vi aspetta! Una lettura semplice (ma non semplicistica) e veloce (ma non superficiale) che saprà regalarvi un’emozione duratura… Prezzo di copertina? 6 euro e diritti d’autore assolutamente in beneficienza: alla casa famiglia del Protettorato San Giuseppe di via Nomentana che si occupa di mamme in difficoltà!
I disegni (una vera opera d’arte) sono della giovane e talentuosa illustratrice Martina Rossi, allieva della storica Scuola Romana dei Fumetti di Stefano Santarelli & Co. La prefazione dell’attore Maurizio Battista e l’introduzione del noto psichiatra-scrittore Elio Sena.
Lo abbiamo presentato con successo al Caffè Letterario (il 7 maggio), poi a Spoleto (il 14, in una gremita sala di Palazzo Mauri, ospiti del Comune e dell’Assessore alla Cultura Gianni Quaranta, premio Oscar per la sceneggiatura) e, infine, alla ARION Montecitorio il 18 maggio. L’attrice Cinzia Mascoli ci ha sempre accompagnato con le sue letture emozionanti e lo farà ancora in Giugno, quando “la madre” sarà ancora protagonista di una serata all’Isola Tiberina…
Vi aspetto, tutti!













































































































































































































































































