“Die My Love” la maternità secondo J. Lawrence alla Festa di Roma

Presentato nella sezione Best of 2025, Die My Love, quinto film della regista scozzese Lynne Ramsay. Un viaggio in un incubo perpetuo con protagonisti Jennifer Lawrence, la più applaudita sul red carpet della Festa, e Robert Pattinson. “Il post partum ti fa sentire un’aliena nel tuo isolamento”, confessa la star che ha girato il film poco dopo essere diventata madre.

Jennifer Lawrence e la maternità

Il quinto film della regista scozzese (Ratcatcher, … E ora parliamo di Kevin, A Beautiful Day), adattato dal romanzo della scrittrice argentina Ariana Harwicz, è un viaggio in un incubo perpetuo, una lunga soggettiva, dove ricordi, desideri inappagati, incidenti momentanei, persone vere o immaginate si sovrappongono e si mescolano senza soluzione di continuità, sul volto e nel corpo spudorato di Jennifer Lawrence, in un bel contrasto con la magrezza nervosa di Robert Pattinson.

“È una storia femminista – spiega la stessa protagonista alla Festa del Cinema di Roma – perché racconta la storia di una donna dal punto di vista di una donna, con parità di forza”.

Tra gli altri film visti ieri alla XXV edizione della Festa di Roma, “Anna” di e con Monica Guerritore che non ha convinto la critica per le sue troppo marcate scelte teatrali.

Monica Guerritore e la sua Anna Magnani

Scritto (con la revisione di Andrea Purgatori), diretto e interpretato da Monica Guerritore, il film porta sul grande schermo la vita e la carriera di Anna Magnani, dalla notte dell’Oscar fino alla sua scomparsa, nel 1973. Una storia che rievoca anche scene celebri (quella di Roma città aperta), momenti passati (la vittoria al festival di Cannes), amori perduti (Massimo Serato, Roberto Rossellini), il figlio Luca molto amato. Insieme a Guerritore, Tommaso Ragno (Rossellini), Lucia Mascino e Beatrice Grannò (Carol Levi giovane e adulta).

Un film che racconta alcune vicende incisive della vita di Nannarella: una grande donna e un’immensa attrice certo non facile da rendere sullo schermo. Ma la bravura della Guerritore è indubbia anche in questa sua prima opera dietro la macchina da presa. Vedere per credere!

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